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M5S: gli ex contro "capibastone", ora in 'Alternativa Libera'

(AGI) – Roma, 27 gen. – Sono 9 i deputati che oggi hanno annunciato l’addio al Movimento 5 stelle, tutti nomi gia’ abbastanza noti, spesso etichettati come ‘dissidenti’: 9 deputati ai quali si aggiungera’ il senatore Francesco Molinari che, secondo quanto riferiscono fonti M5S e anche qualcuno dei fuoriusciti, lascera’ dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. I 9 ex 5 stelle si trasferiscono al gruppo Misto, non avendo i numeri per formare un gruppo autonomo, e la loro componente si chiamera’ ‘Alternativa Libera’, un gruppo “inclusivo, aperto, orizzontale”. Dure le parole pronunciate da Mara Mucci a nome di tutti gli altri – Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti e Gessica Rostellato; un attacco ai “capibastone”, ai “vertici abusivi” del ‘direttorio’ che “hanno tradito i principi” per i quali e’ nato il Movimento, un “direttorio di nominati dall’alto che sceglie per tutti” e un “blog dove si ratificano decisioni prese altrove, dove si nega il dibattito ed il pluralismo mortificandoli con espulsioni senza alcun appello. Noi – ha detto Mucci – aspiravamo alla bellezza, non alla rabbia, alla violenza verbale. Alla bellezza e non ad un clima cupo, decadente, fatto di sospetti, intrighi e agguati da Palazzo, dove le idee diverse sono diventate reato di lesa maesta”. Parlando della “sofferenza tra i cittadini, gli studenti, i lavoratori, i piccoli imprenditori” Mucci ha spiegato che M5S era nato proprio “per dire loro di non arrendersi, di non rassegnarsi, di unirsi e organizzarsi per cambiare le cose” ed “e’ per queste motivazioni che oggi abbiamo rassegnato le dimissioni dal gruppo. Perche’ prima di tutti e di tutto vengono loro, e la speranza e l’impegno per il cambiamento che deve continuare a resistere”. I 9 deputati che lasciano M5S si scagliano quindi contro “il tatticismo della vecchia politica che noi volevamo abbattere e sostituire con l’impegno dal basso, la partecipazione diretta e democratica, le idee e l’onesta’ delle persone perbene”. “Dinanzi a noi c’erano due strade – ha detto Mara Mucci leggendo una sorta di ‘Manifesto politico’ – la prima, era quella comoda e sicura dell’indifferenza e del quieto vivere, del barattare i nostri principi con la benevolenza di qualche capo divenuto un politico politicante. La seconda, invece, quella che abbiamo scelto: e’ quella difficile, complicata, ma giusta, del difendere i valori nei quali crediamo, rispettare i sogni ed i bisogni dei cittadini che ci hanno votato e che assieme a noi continuano a lavorare sui territori. La strada complicata ma doverosa del dire basta a chi voleva trasformarci in meri esecutori di ordini dall’alto pur di conservare un altro giro di poltrona. Basta a chi voleva tradire il voto del 25% degli italiani, tenerlo congelato e usarlo come clava per i propri interessi, quelli dei suoi pochi fedelissimi e delle aziende di famiglia…”. “Noi – ha proseguito – crediamo sul serio che uno valesse uno, che non ci fossero gerarchie verticali ma solo azioni orizzontali, e che attraverso i propri rappresentanti tutti potessero tornare ad avere voce in capitolo sui processi decisionali” ma “solo che, ve lo confessiamo, ad un certo punto non abbiamo piu’ capito: cosa c’entrasse con noi, il nascondersi dietro inutili slogan come “Siete circondati” o “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”; non abbiamo piu’ capito chi ha deciso si dovesse abbandonare il nostro progetto originale di fare politica in maniera nuova, senza neanche averci provato, e adeguandosi alle peggiori pratiche del Palazzo, diventando una forza di opposizione puramente distruttiva – ha denunciato – nascondendo e mortificando le nostre pur buone e tante proposte, solo perche’ e’ piu’ facile fare un’opposizione becera, casinista, utile solo a una ristretta oligarchia”. E ancora: “Non abbiamo piu’ capito la miopia di chi predicava l’immobilismo anziche’ la partecipazione diretta a processi e scelte che potevano farci realizzare le nostre proposte, quelle costruite dai cittadini che ci avevano sostenuto e votato lo scorso febbraio. E allora tra il non capire ed il rimanere in silenzio per comodita’, e il rispettare il consenso ricevuto e le speranze dei cittadini, abbiamo scelto di ribellarci ancora una volta, e di provare, con l’aiuto di tutti coloro che lo vorranno, perche’ siamo un cantiere aperto, a realizzare nel concreto il nostro progetto di cambiamento e di trasformazione: della classe politica, della societa’, del paese per offrire finalmente un’Alternativa Libera”. “Certo – ha aggiunto ancora – non lo nascondiamo, ci sono tante vicende ‘interne’ che ci hanno portato a maturare questa scelta: tante promesse tradite e tanta inaccettabile incoerenza, l’assenza insopportabile di trasparenza nei processi decisionali, come nel caso dell’accordo con Farage o nella costruzione dell’organigramma, con il vincere dei rapporti familistici ed amicali che tanto avevamo combattuto. O ancora il mancato rispetto sulle regole per le espulsioni e la deriva anti-democratica verso le minoranze interne: non puo’ certo essere credibile chi da un lato in Parlamento chiede il rispetto per le minoranze nel nome della democrazia, dall’altro e’ il primo a non rispettarle, anzi a cercare di annichilirle”. I 9 deputati ormai ex 5 stelle puntano poi il dito contro una “voluta e pianificata assenza di organizzazione su tutti i livelli”, quello che chiamano “un caos studiato ad arte per poter imporre le direttive dall’alto e confermato dal sistematico tentativo di sconfessare qualsiasi forma di autorganizzazione della base”. Per non parlare, hanno sottolineato, dell'”assenza di chiarezza sulle iscrizioni al portale, alle molte zone grigie inerenti le votazioni online, dalla mancata certificazione, allo scarso preavviso, dai pochi e subdoli condizionamenti del voto. Insomma, l’elenco potrebbe essere lunghissimo, e potrebbe andare dalla mancanza di volonta’ di decidere la linea politica all’interno dell’assemblea parlamentare alla completa assenza del dibattito sui singoli temi, dalla gravissima delegittimazione del vero cuore del Movimento, i meetup, ai tanti attivisti che vengono diffidati quando si adoperano per il territorio e poi, invece, usati quando c’e’ da raccogliere soldi e firme”. Infine, oltre alle vicende interne, la Mucci ha spiegato che sulla loro decisione pesa anche “l’impossibilita’ di poter realizzare le proposte per le quali siamo stai votati” e quindi di essere utili al paese. “A che serve essere parlamentari – ha chiesto – se poi siamo costretti a tenere le braccia conserte, e a limitarci ad urlare qualche NO? Forse ai due capi del M5S e al loro direttorio stara’ bene accontentarsi di una nicchia di elettorato, come se i cittadini fossero solo numeri da sommare. Ma noi siamo e restiamo convinti di quelle ragioni”. Per questo, ha detto, non si dimetteranno da deputati. “M5S doveva essere un mezzo, non un fine e il vero fine e’ il cambiamento – ha concluso – noi non siamo pedine interscambiabili nelle mani di burattinai, noi rispondiamo al mandato affidatoci dagli elettori. Rimarremo qui, e anche in questo difenderemo la nostra amata Costituzione, che sarebbe dovuto essere il vero statuto del M5S, e che all’articolo 67 prevede esplicitamente la liberta’ dal vincolo di mandato proprio per evitare che qualsiasi despota possa, solo per i propri biechi interessi, ricattare deputati liberi e coraggiosi, impedendo loro di continuare ad impegnarsi”. “Lo diciamo quindi senza paura, conoscendo benissimo il tentativo di delazione, mistificazione e capovolgimento della realta’ che a breve qualcuno provera’ a mettere in campo: sono i vertici abusivi del Movimento che dovrebbero dimettersi, perche’ hanno tradito i principi ed i valori per i quali il Movimento era nato. Ma lo sappiano questi signori, solo le idee non hanno padroni, e sopravvivono sempre a diktat e strumentalizzazione, e le persone sono solo un mezzo attraverso il quale le idee possono crescere, affermarsi, essere realizzate. Per questo non abbiamo alcuna paura, e rimarremo qua, a lavorare con sacrificio e passione” ma, ha precisato, “senza nessuna alleanza fissa o predeterminata, ma solo valutando senza preconcetti o posizioni ideologiche, entrando nel merito e assumendo come criterio per le nostre scelte il fatto che il loro effetto dovra’ portare benefici maggiori al maggior numero possibile di persone”. .
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