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M5S: Molinari formalizzera' dimissioni solo dopo voto Colle

(AGI) – Roma, 28 gen. – Il senatore Francesco Molinari ha presentato le sue dimissioni al gruppo M5S del Senato ieri alle 19, ma formalizzera’ le sue dimissioni – dal gruppo e anche da senatore – soltanto dopo l’elezione del presidente della Repubblica. La conferma arriva dalla lettera di cui e’ in possesso l’Agi, nella quale spiega le ragioni che “rendono impossibile – cosi’ scrive – la prosecuzione in una forza politica a me aliena”. “Nonostante, perdonatemi la franchezza – ha spiegato Molinari ai senatori riuniti ieri sera – l’autorevolezza dell’assemblea, dopo i fatti riguardanti l’espulsione di Vacciano e Simeoni sia scemata, non voglio, come e’ mio costume, mettere nessuno di voi, e tanto meno l’amico Cioffi, nelle stesse difficolta’ recentemente vissute dall’amico Airola”. Airola da capogruppo infatti aveva firmato l’espulsione di Vacciano e Simeoni (dimissionari da senatori) nonostante l’orientamento contrario dell’assemblea. Quindi, ha proseguito Molinari parlando davanti ai senatori 5 stelle, “non mi sento piu’ di continuare quella che, da fantastica avventura, si e’ trasformata nella peggior materializzazione dei miei incubi, qualunque siano le carognate (delle quali, peraltro, sono stato gia’ fatto oggetto) debba subire: ho le spalle larghe”. Il senatore ha annunciato che “subito dopo le elezioni del Presidente della Repubblica, al fine di non turbare la strategia che i nostri capi decideranno per noi (e delle quali non seguiro’ le indicazioni se si trattera’ di votare un nome proposto dal PD per avere qualche nocciolina in cambio), presentero’ le dimissioni dal gruppo alla presidenza del Senato, per evitare che si ripeta quanto successo con Vacciano e Simeoni”. Molinari, secondo quanto viene riferito si e’ detto “molto dispiaciuto” dal momento che militava nel Movimento 5 stelle dal 2007, e ai senatori ha detto: “La fine dei rapporti lascia sempre strascichi, piu’ o meno pesanti eppure io nutro verso molti di voi stima, quando non sentimenti di amicizia: spero cio’ sia sufficiente a rendere meno penosa la mia uscita dal M5S”. E poi: “D’altronde, come ha detto il buon Rocco (Casalino, ndr) i sondaggi danno il M5S in ascesa e non potro’ quindi di essere tacciato di lasciare la barca che affonda, anzi, probabilmente, senza zavorra – come qualcuno ha detto – viaggerete piu veloci. La storia distribuira’ ragioni e torti; per il momento, buona fortuna e non me ne vogliate troppo”. Nella lettera che poi ha consegnato al capogruppo Andrea Cioffi scrive: “Cerchero’ di continuare a fare politica vera. Se riusciro’ a farla contribuendo a costituire un’altra forza politica (qualunque nome abbia ma, comunque, di patrimonio comune e non di proprieta’ esclusiva di un nuovo ‘padrone’), questa sara’ una spina nel fianco di un potere contro il quale sono stato chiamato a combattere. Diversamente, reiterero’ le mie dimissioni sino all’accettazione: non sono stato chiamato qui per fare il servo di nessuno”. Queste le conclusioni: “Alla fine, ognuno di noi, rimane solo con la sua coscienza ed io non posso ne’ voglio ingannarla: e’ anche per questo motivo che oggi ho provveduto a rendicontare e restituire cio’ che residua delle mie spettanze di ottobre e novembre e continuero’ a farlo sino a che sara’ coerente al mio impegno. Finche’ potro’, rendicontero’ e restituiro’ come finora fatto”. (AGI) .
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