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Ma Grillo non odiava i giornalisti? Le prime firme 'valutate' per marzo

Circa diecimila curricula da spulciare in poco meno di due settimane, secondo quanto viene riferito, sebbene in realtà i numeri precisi nessuno ancora li fornisce. Anche per il Movimento 5 Stelle è iniziato il conto alla rovescia per il deposito delle liste elettorali previsto per il prossimo 29 gennaio. La scaletta l’ha dettata venerdì scorso il blog di Grillo: superata la prima fase della presentazione delle candidature, sono arrivate, infatti le istruzioni per l’uso, rivolte agli aspiranti in corsa. Entro il 15 del mese dovranno allegare certificato penale e carichi pendenti, in modo da consentire la scrematura.

Molti saranno alla seconda candidatura, quasi tutti i deputati e i senatori, ma si conta di portare nei palazzi numerose new entry. Sicuramente non ci dovrebbe essere il finanziere Alessandro Proto, noto alle cronache per aver raggiunto a suo tempo quasi il 3% di Rcs mediagroup e che il giorno dell’Epifania ha avuto un botta e risposta con il movimento. Da un lato Proto sostiene di aver parlato direttamente con Beppe Grillo per confermare la sua candidatura; dall’altro lo staff della comunicazione M5s che lo smentisce: “Né Beppe Grillo, né altri esponenti del Movimento 5 Stelle hanno mai contattato Alessandro Proto e mai lo contatteranno. Il personaggio in questione si conferma un mitomane a cui ci auguriamo che la stampa non dia la pubblicità e la visibilità di cui è alla ricerca”.

Sugli aspiranti candidati il riserbo è ancora grande, anche se alcuni nomi circolano, come quello dell’anti Schettino Gregorio De Falco, confermato dallo stesso Luigi di Maio, o quello del presidente del Forum italiano sulla disabilità, Vincenzo Zoccano. La novità di queste parlamentarie è, infatti, la possibilità che anche persone della società civile, non iscritte al Movimento, partecipino alla gara elettorale. Con la presenza, non smentita, di diversi giornalisti in corsa: Franco Fracassi, Gianluigi Paragone, Emilio Carelli ed Ivo Mei, ad esempio.

Gianluigi Paragone ha già lanciato una proposta tutta politica, incontrando insieme a Luigi di Maio, candidato alla presidenza del Consiglio, un gruppo di risparmiatori in Veneto: rendere permanente la commissione di inchiesta sulle banche.

A chi fa notare che Grillo con i giornalisti ha sempre usato espressioni non tenere, fino a dire, uscendo dall’hotel Forum a Roma, “vi mangerei tutti per il gusto poi di vomitarvi”, fonti del movimento spiegano che Beppe è un attore che esaspera i concetti per fare passare il suo messaggio. E tantomeno ce l’hanno con la stampa gli attivisti che, sottolineano i cronisti che seguono M5S, hanno con i media un rapporto né brutto, né buono. Quello che non piace è chi si adegua al sistema, non denuncia, sceglie il punto di vista più semplice senza andare a guardare veramente le situazioni e così facendo non fà informazione.

“I prossimi giorni saranno impegnativi per il rally, ma saranno impegnativi anche perché accoglieremo le proposte di candidature di tante persone che dai territori vogliono mettersi in gioco”, ha sottolineato Luigi Di Maio, in giro per l’Italia anche nel giorno dell’Epifania. Dal Veneto ha lanciato un appello per i collegi uninominali: “Le persone oneste, le migliori energie del Paese, quelli che hanno tanto da dare e che hanno già dato tanto all’Italia si facciano avanti”, ha detto. “Il Movimento 5 Stelle è una forza politica inclusiva, non esclusiva, chi vuole provare a cambiare le cose partecipando ha un’unica forza politica a cui fare riferimento, perché é l’unica che permette una democratica selezione delle proprie liste e non la cooptazione delle segreterie di partito”, ha ricordato. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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