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Ma per laici e atei il problema resta: chi ha creato il male?

Eugenio ScalfariAlla domanda rispondono, partendo da posizioni contrapposte, il capo della comunità giudaica di Roma e il fondatore di “Repubblica” / L’intervento di Riccardo Di Segni.
di EUGENIO SCALFARI – 
 
Ringrazio Riccardo Di Segni della gentile citazione che fa dei miei numerosi articoli su papa Francesco e il dialogo che ho avuto con il Pontefice nel settembre scorso. Ma lo ringrazio soprattutto per il contributo che fornisce nella sua lettera qui pubblicata.

Come sappiamo e come l’articolo del rabbino di Roma conferma, anche l’ebraismo ha avuto una sua evoluzione col trascorrere del tempo; le religioni si adeguano ai mutamenti delle società nelle quali sono presenti e tanto più l’ha avuta quel “popolo eletto” che fu all’origine del monoteismo e che, disperdendosi nella diaspora nel primo secolo dell’era cristiana, portò le sue scritture e la sua visione religiosa in tutta l’Asia minore, in tutta l’Africa settentrionale, in tutta l’Europa dall’Est all’Ovest e infine, più recentemente, nel Nord America. Dopo infinite persecuzioni, il genocidio della Shoah provocò l’orrore, la solidarietà e il rispetto del mondo intero e rimarrà sempre nella memoria nostra e dei nostri figli.

Aggiungo a queste considerazioni una notizia personale che forse potrà interessare Di Segni: ho appreso solo da qualche anno d’avere dentro di me una derivazione ebraica da parte materna; la famiglia di mia madre si chiamava e si chiama Fanuele, ebrei sefarditi stabilitisi in Italia da alcuni secoli, molti dei quali convertiti nel Settecento alla religione cattolica e alcuni di loro fervidamente credenti come mia madre e mia nonna. Ciò detto, il rabbino di Roma pone alcune questioni che meritano una risposta. Anzitutto pone una domanda a me personalmente: io mi dichiaro e sono non credente, ma – dice lui – anche il non credente crede in qualche cosa. In che cosa credo io? Rispondo brevemente così, come risposi anche a papa Francesco nel nostro incontro stampato poi in un libro a doppia firma: non credo che esista un Aldilà dove le anime degli individui umani proseguono in qualche modo a vivere; non credo in nessuna divinità; non credo che le nostre persone siano composte da un corpo mortale e da un’essenza immortale chiamata anima; non credo che il nostro transito terreno abbia un “senso ultimo”. Credo che abbia un senso nell’Aldiqua se l’individuo in questione ritiene di darselo, il che molto spesso non avviene. E questo è tutto circa la mia non credenza. Dovrei dilungarmi molto di più sugli aspetti filosofici e anche scientifici della mia non credenza; ne ho parlato ampiamente in alcuni miei libri, un articolo di giornale non è la sede adatta alla bisogna.

Vengo ora ad alcune osservazioni del mio interlocutore su papa Francesco e sulla Chiesa cattolica in rapporto alla religione ebraica. Soprattutto sul tema dell’amore, della giustizia, della misericordia, del peccato.

Storicamente esistono tre religioni monoteistiche che in ordine alla loro apparizione vedono l’ebraismo al primo posto, il cristianesimo al secondo e l’islamismo al terzo. Tutte e tre credono in un solo Dio il quale, per tutte e tre, non ha un nome pronunciabile e infatti non deve essere nominato. Dio è Dio e basta. Creò l’Universo e tutte le cose esistenti.

Le “sacre scritture” che ciascuno dei tre monoteismi ha prodotto come racconti ed anche come leggi alle quali obbedire e regole alle quali adeguare i propri comportamenti, attribuiscono a Dio una serie di potenzialità che non variano molto tra l’una e l’altra anche se si sono notevolmente modificate attraverso i secoli. Il Dio monoteista è amato, rispettato, pregato e i suoi fedeli lo considerano eterno, onnipotente, onnisciente, onnipresente. Credono anche che sia giusto, misericordioso, severo con i malvagi, amoroso con i buoni. Chi non rispetta le leggi divine e le regole provenienti dalle “scritture” commette peccato, ma se e quando si pente sarà perdonato. Questa è l’essenza dei tre monoteismi.

Come non credente osservo: le potenzialità del Dio monoteista non sono possedute dagli uomini ma sono da tutti desiderate: noi vorremmo essere ardentemente eterni, onnipotenti, onniscienti e onnipresenti. Non lo siamo e perciò attribuiamo a Dio ciò che vorremmo per noi.

Gli attribuiamo sentimenti tipicamente nostri: amori, giustizia, ira, perdono, misericordia. Il male no, Dio è soltanto bene. Il male tuttavia esiste. Chi l’ha creato? La risposta a questa domanda è assai incerta da parte dei tre monoteismi, ma se Dio ha creato tutto l’esistente e se il male esiste, la logica vorrebbe che Dio abbia creato anche il male. Oppure chi?

Da questo brevissimo riassunto per me risulta evidente che il Dio monoteista è profondamente antropomorfo, cioè creato dalla fantasia degli uomini. Ma questa è appunto una delle cause della non credenza.

Infine: i cattolici hanno riconosciuto in tempo recente che gli ebrei non sono stati deicidi, non sono loro ad aver condannato Gesù Cristo. La Chiesa si è pentita di averlo affermato ed anche di avere perseguitato gli ebrei. Questo è certamente un progresso: i papi più recenti e soprattutto Giovanni XXIII, Paolo VI, Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio, hanno dichiarato che gli ebrei sono i nostri “fratelli maggiori” e il loro Dio è anche il nostro. Papa Bergoglio ha addirittura detto nel nostro dialogo sopra richiamato che “Dio non è cattolico perché è universale”.

Questa presa di coscienza è certamente encomiabile ma la religione ebraica non contempla il Dio trinitario e tantomeno quella islamica. Quello cristiano è un Dio uno e trino e Gesù di Nazareth è un’articolazione chiamata Figlio. Ma ebrei e musulmani non contemplano alcun Figlio, tantomeno un Figlio incarnato. Gli ebrei credono che verrà un Messia, messaggero del Dio unico, che annuncerà l’arrivo imminente del Regno dei giusti. Anche i cristiani in una prima fase della predicazione di Gesù, pensarono che il loro maestro fosse il Messia ma gli ebrei il Messia lo aspettano ancora e quanto a Gesù di Nazareth non sono neppure certi che sia mai esistito. Non ne hanno la prova né l’hanno mai cercata. In effetti quella prova non c’è se non nei Vangeli.

Da non credente tutto ciò non mi riguarda, ma mi riguardano invece i valori che le religioni contengono, mi riguarda la funzione sociale delle religioni, la loro influenza sui comportamenti e sui sentimenti delle persone. Perciò vedo in modo molto positivo l’azione innovatrice di papa Francesco e il riavvicinamento tra le religioni quando rinunciano all’immagine di un Dio che sia bandiera di superiorità, di fondamentalismo e perfino di guerra come in passato è spesso avvenuto e come tuttora avviene nei fanatici che praticano il terrorismo in nome di un Dio crudele. I terroristi lo hanno trasformato in un demonio che porta stragi e rovine.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/03/07/news/scalfari_a_di_segni-80405480/

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