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Ma quante sono davvero le macerie di Accumoli e Amatrice che sono state rimosse?

Sulle macerie del terremoto che quasi un anno fa sconvolse il centro Italia è in corso un conteggio curioso. C’è chi dice che sono state quasi tutte rimosse, chi giura che ne è stata eliminata una minima parte, chi metterebbe la mano sul fuoco che le macerie sempre quelle sono, ma vengono spostare da un punto all’altro. Parliamo di paesi distrutti e di popolazioni che hanno già dato fondo a tutte le riserve di dolore, pazienza e speranza. Quante sono davvero le tonnellate di macerie rimosse? E quante ne mancano? Proviamo allora a capire un po’ meglio come stanno le cose. 

Mattarella: “Rimozione verso il completamento”

2 agosto 2017. “Sono stati fatti passi avanti incoraggianti, ma naturalmente non cancellano per niente quello che occorre, quello che manca e le lacune che ci sono. Ci sono tanti altri passi da fare con velocità”. È il bilancio della ricostruzione post terremoto nelle zone del Centro Italia secondo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che al termine della visita che oggi lo ha portato ad Arquata del Tronto e poi a Pescara del Tronto, Accumoli e Amatrice ha confermato la solidarietà degli italiani alle vittime del sisma del 24 agosto 2016: “Vi saremo sempre vicini”, scrive il Sole 24 Ore

 

Leggiamo ancora dal quotidiano economico: “A breve – ha garantito il Capo dello Stato ai giornalisti al termine del sopralluogo ad Amatrice – tutte le macerie ancora presenti nelle aree terremotate verranno rimosse. Sono state rimosse le macerie pubbliche, perché è più facile e non è necessario il consenso dei privati – ha detto – ora, qui nel Lazio, si è fatto un grande affidamento con importanti fondi per togliere tutte le macerie e quindi in una prospettiva a breve questo si farà”. Si tratta, ha concluso, “di un altro passo, ma poi occorre la ricostruzione che è il vero passo importante”.

Prime notizie rassicuranti: Liberi 44 dei 52 comuni colpiti dal sisma

2 agosto 2017. Lo stesso giorno escono su molti giornali e diversi siti internet notizie rassicuranti. Leggiamo su Meteoweb.eu: “Nelle Marche del post Terremoto ad oggi sono state rimosse oltre 110 mila tonnellate di macerie, e sono state liberate le strade di 44 dei 52 comuni del cratere che hanno dichiarato la presenza di macerie sul proprio territorio. Si va inoltre normalizzando la situazione relativa all’emissione di ordinanze da parte dei sindaci per attuare le demolizioni di sicurezza e consentire cosi’ l’agibilita’ di tutte le vie di comunicazione”.

A renderlo noto è la Regione Marche, nel giorno in cui il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha visitato Arquata del Tronto e Amatrice, parlando anche dell’emergenza macerie. Sempre da meteoweb.it: “Negli altri nove comuni marchigiani la situazione sembrerebbe questa: Camerino: restano 250 tonnellate di macerie da togliere Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Ussita, Visso, Acquasanta Terme, Montegallo e Amandola è stata liberata la viabilità  principale e vanno ancora liberati alcuni tratti di viabilita’ secondaria. Ad Arquata del Tronto invece, in particolare nelle frazioni di Pescara, Tufo e Capodacqua ci sono ancora macerie miste su aree pubbliche e private, e le strade sono ancora nel complesso impraticabili. Ad oggi sono state tolte dalle strade del sisma 110.651,36 tonnellate, con un ritmo di circa 2.000 al giorno, destinato a crescere visto che sono in allestimento altri due siti di raccolta, in aggiunta ai tre già operativi”.

“Soltanto un primo passo”

2 agostoDice al Fatto Quotidiano Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice dopo aver ascoltato le parole di Mattarella e aver saputo dell’impegno del governo a stanziare 100 milioni: “Un segnale importante, certo, ma non è che un primo passo. È la dimostrazione, quantomeno, che anche a Roma hanno forse capito che è il caso di darsi una mossa”. Il segnale, scrive ancora Il Fatto, sono i 100 milioni che vengono stanziati in favore delle zone terremotate grazie ad un emendamento inserito nel decreto legge per il Mezzogiorno, appena approvato dal Senato (ora passerà alla Camera, per esser licenziato prima della pausa estiva) con 154 Sì e 117 No. Cento milioni, a valere sul fondo europeo, destinati alla rimozione delle macerie. Questione quanto mai urgente, e quanto mai drammatica. “Anche perché – prosegue Pirozzi –  dopo 11 mesi, abbiamo rimosso appena il 10% del totale delle macerie e abbiamo già accumulato un ritardo di almeno 60 giorni sulla tabella di marcia”.

La denuncia dei Radicali

Dieci per cento del totale? Ma allora non siamo a buon punto. Tiscali.it dà conto di una iniziativa dei radicali italiani che denuncia una situazione forse ancora peggiore. “Sono passati undici mesi dalla prima scossa del terremoto che si è abbattuto sul Centro Italia: ma ad Accumuli e Amatrice, come negli altri 130 comuni colpiti in successione dal sisma, il tempo sembra essersi fermato. Di 2,3 milioni di tonnellate di macerie, ne sono state infatti raccolte, fino ad oggi, appena 176.700 . Meno dell’8%, con il 92% dei detriti ancora a terra, per lo più nei centri storici dei Comuni colpiti, a tutt’oggi interdetti alla popolazione. E con appena il 10% del fabbisogno di abitazioni provvisorie effettivamente coperto, alla presenza di procedure di richiesta farragginose. Ne conseguono disagi infiniti per gli sfollati ma anche per le attività e le aziende, prevalentemente agricole e zootecniche, che sostengono l’economia locale”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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