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Malala compie 20 anni e diventa una tweet star

Sono solo cinque giorni che Malala Yousafzaie, la ragazza pakistana premio Nobel per la pace nel 2014,  ha un profilo Twitter e può già essere considerata una star del web. L’attivista  segue a malapena 11 persone, tra cui lo scrittore Paulo Coelho, Melinda Gates, moglie di Bill, e il presidente della World Bank Jim Yong Kim, ma i suoi follower sono già 714mila, un record in così poco tempo. Anche Malala è rimasta sorpresa dall’accoglienza e l’8 luglio ha scritto un tweet di ringraziamento: “Grazie a tutti per la calorosa accoglienza. Sto ancora leggendo tutti i vostri messaggi, avrò bisogno di un po’ di tempo. Sono contenta di essermi iscritta, subito dopo aver finito gli esami”.

Thank you to everyone for the warm welcome. I’m still reading all your replies and it may take awhile. Glad I joined AFTER exams!

— Malala (@Malala) 8 luglio 2017

Il 12 luglio Malala ha compiuto 20 anni, ricorrenza che ha contribuito ad aumentare i messaggi sul suo profilo.

Spending my 20th birthday with girls in Kurdistan / Iraq. Read more https://t.co/fzLOmkv9aY & follow @MalalaFund for updates. #GirlPowerTrip pic.twitter.com/G4hW3YFPab

— Malala (@Malala) 12 luglio 2017

In migliaia le hanno fatto gli auguri, in tutte le lingue e da tutto il mondo.

Feliz cumpleaños, ¡preciosa!

— Brenda Blanco (@BrendaBlanco) 12 luglio 2017

Happy birthday!

— dri (@lionofjudx) 12 luglio 2017

Happy birthday!

— dri (@lionofjudx) 12 luglio 2017

Malala, la 17enne premio Nobel per la pace

Malala Yousafzaie è solita battere i record, non solo quelli sul web. Fu nel 2014 la persona più giovane in assoluto a ricevere il premio Nobel per la pace, aveva appena 17 anni. L’attivista pakistana nel 2012 fu colpita, a causa delle sue campagne per il diritto allo studio delle bambine, alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat. Il portavoce dei talebani, dopo aver rivendicato l’aggressione disse che Malala Yousafzai si è resa responsabile di ‘oscenità’ che andavano ‘fermate’.

Malala da tempo si batte per i diritti civili e il diritto all’istruzione delle ragazze nei paesi musulmani. Si fece notare già nel 2009 quando scrisse un testo che raccontando il caos della città in cui viveva e i roghi delle scuole femminili da parte dei talebani. Il testo fu pubblicato sul sito della BBC e circolò molto in Pakistan. Yousafzai ha più volte detto che da grande vorrebbe creare un partito politico per aiutare le ragazze del suo Paese. Malala è diventata una delle attiviste più conosciute al mondo.

Nel 2013 tenne un discorso durante l’Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite, a New York. Il suo intervento, in cui parlò soprattutto della condizione femminile nel suo Paese, fece in poche ore il giro del mondo anche attraverso il web. In quell’occasione Malala spiegò che “i libri e le penne sono le armi più potenti” e che “l’educazione è l’unica soluzione”. Parlando del suo attentato, si rivolse direttamente ai talebani, dicendo che “se pensavano di farci tacere con l’uso dei proiettili, non ci sono riusciti”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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