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Maradona e Bersani litigano sul fisco

Roma – Botta e risposta sull’evasione fiscale tra Pier Luigi Bersani e Diego Armando Maradona. Rischiano di avere un seguito giudiziario le parole che il quotidiano La Repubblica ha attribuito all’ex segretario Pd il quale, auspicando una lotta più serrata all’evasione fiscale, ha detto che “lo Stato non può perdere la sua dignità di fronte a casi come quello di Maradona che ha un debito di 40 milioni più 35 per il lungo contenzioso. Ma come si fa ad abbonargli i 35?”.

La pressione fiscale reale è al 49%

Dicono che Diego Armando non abbia gradito l’intervento dell’esponente della minoranza dem e che sia pronto a sporgere una denuncia. Nel frattempo, l’ex numero 10 del Napoli, tramite il suo difensore, l’avvocato Angelo Pisani, replica così: “Sara’ sempre minoranza se non dice la verità e non studia le carte prima di parlare e mortificare la dignitè degli innocenti”. “Bersani – spiega il legale dell’ex Pibe de Oro – non conosce neanche i numeri e neppure il calvario subito da Maradona il quale non è perseguitato per i 40 + 35 milioni di euro ma, nonostante l’inesistenza della presunta violazione fiscale del 1985 addirittura già condonata nel 2003 dalla società calcio Napoli, per una cartella di 40 milioni di cui circa 6 milioni di tributi e altri 34 di interessi e sanzioni non dovuti e, allo stato, annullati da una sentenza del 2015 emessa dai giudici tributari in nome del popolo italiano. Tanto è vero che Equitalia ha proposto appello”.

Secondo l’avvocato Pisani, Diego “non ha chiesto sconti né condoni, e neppure ha avuto favori come tanti vip e privilegiati dalla mala politica. Si è invece dignitosamente difeso davanti alla giustizia e adesso davanti al tribunale farà i conti con chiunque intenda sfruttare e offendere il suo nome. Strumentalmente e per fare notizia si vuol far credere che Maradona sia favorito da una riforma diversa da un condono che nel suo caso fu pagato ingiustamente dal suo datore di lavoro che solo dopo ebbe giustizia sull’ipotizzata evasione fiscale annullata dai giudici in sede penale e tributaria. Falso ed illogico dunque – è il ragionamento del legale dell’ex stella del calcio – parlare di evasione nel caso di Maradona, essendo stato solo un lavoratore dipendente che percepisce lo stipendio e qualunque altra indennità sempre al netto delle relative tasse. Bersani, quindi, guardi che cosa significa dignità prima di offendere Maradona e ricordi anche a se stesso la Costituzione che all’articolo 24, secondo comma, dice che “… il diritto di difesa è un diritto inviolabile, in qualsiasi stato e grado del procedimento”. E Maradona, da sempre assolto nel merito, oggi è ancora in attesa del giudicato definitivo contro le ingiuste pretese”.

“Leggo dell’ipotesi di una querela da parte di Maradona. Mi spiacerebbe davvero vederlo sbagliare una palla!“, commenta sul suo profilo Facebook Bersani, che approfitta dell’occasione per “ribadire una convinzione e una proposta. Rottamare le cartelle di Equitalia è accettabile solo se si mette una soglia riferita alla pletora di casi minori che devono essere evidentemente trattati nel futuro con procedure riformate. Discutiamo dunque di questo. Quanto al contante, per favore non parliamone più”. (AGI) 

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