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Marco Cappato a processo per la morte di Dj Fabo

«Marco Cappato ha fatto quello che le istituzioni di questo Paese si rifiutano di fare, e non da oggi: ha ascoltato le richieste di aiuto di un cittadino, Dj Fabo, i suoi appelli a porre fine alla propria vita. E non si è voltato dall’altra parte. L’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio, in Svizzera. E per questo rischia il carcere. A lui, in questo momento va dunque tutta la nostra solidarietà».

Il segretario dell’Uaar, Stefano Incani, ha accolto così la notizia che il gip di Milano Luigi Gargiulo ha ordinato alla Procura di formulare l’imputazione coatta nei confronti di Marco Cappato, il quale secondo il giudice non solo avrebbe aiutato Dj Fabo a morire ma avrebbe anche rafforzato «l’altrui proposito di suicidio».

«Cappato sin dall’inizio ha dichiarato di sperare in questo esito, perché il processo sarà anche quello a una legge ingiusta. L’Uaar — che insieme all’associazione Luca Coscioni e ad altre realtà impegnate sul tema ha raccolto 67mila firme in calce a una petizione popolare per l’eutanasia legale e il testamento biologico, poi depositata in Parlamento — non può che unirsi a lui in questo auspicio».

Comunicato stampa

 

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