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Maria Maddalena non era la compagna di Gesù ma sua madre e la terza moglie di Erode

12782283_10206920070734390_664912118_n[1]Nella seconda apocalisse di Giacomo, nel brano dopo l’apparizione del “risorto”, ecco cosa scrive Giacomo il Giusto:

Una volta, mentre ero seduto e meditavo, egli (Gesù) aprì la porta. Colui che avete udito e perseguitato venne da me. Egli mi disse: “Salve, fratello mio! Fratello mio, salve”. Allorché alzai il viso per guardarlo, la madre mi disse: “Non ti stupire, figlio, che Egli ti abbia detto “fratello mio!”. Voi foste nutriti tutti e due con lo stesso latte. “Perciò egli mi chiama: “madre mia! […]1.

In questo passaggio Gesù è andato a casa della madre Maria, che dice a suo figlio Giacomo di non stupirsi che egli lo chiami “fratello”, in quanto entrambi furono allattati da lei. Questo vuol dire che Maria è madre sia di Gesù che di Giacomo, entrambi figli di Giuseppe.

Analizziamo ora dei passi di liturgia copta, che possiede fra il suo tesoro omiletico una lunga Catechesi, attribuita a Cirillo di Gerusalemme.

«Ed ecco che la vergine, dal canto suo, stendendo la mano verso di me, mi dice: “Cirillo, se vuoi conoscere la mia stirpe e la casa dei miei padri, ascolta: sono stata una bambina, votata a dio. Questa promessa l’hanno fatta i miei genitori, prima di darmi alla luce. I genitori che mi misero al mondo appartengono alla tribù di Giuda e alla casa di Davide. Gioacchino è mio padre, lo stesso che Cleopa. Anna è mia madre, che mi generò ed era chiamata Mariham. Io sono Maria Maddalena, dal nome del villaggio in cui sono nata: Magdalia. Il mio nome è Maria di Cleopa. Io inoltre sono Maria di Giacomo, figlio di Giuseppe il falegname, a cui mi consegnarono.2

Maria dice di essere di Magdalia, oltre che figlia (di) Cleopa (diminutivo di Cleopatra), inoltre dice di essere Maria Maddalena. Cirillo di Gerusalemme pensava che Magdalia fosse un villaggio quando scrisse il testo, in realtà Magdala (in aramaicoמגדלא Magdala, in ebraico מגדל Migdal, significa torre. Nel 25 a.C., Erode il Grande fece rafforzare le difese di Gerusalemme e costruì tre torri, la torre Fasael, Hippica e Mariamne, quest’ultima in onore di quella che sarebbe diventata la sua nuova moglie. I lavori terminarono nel 22 a.C., e nel 23 a.C. Erode sposò Mariamne II figlia del sommo sacerdote Simone dedicandogli il nome della torre che abbellì più delle altre. Da escludere che alla torre sia stato dato il nome di Mariamne l’Asmonea, seconda moglie di Erode, in quanto fu uccisa dal re nel 29 a.C. essendo sospettata di tradimento, Ora se seguiamo la scoperta che Maria dice di chiamarsi Magdala e che ella era la terza moglie del re Erode, possiamo supportare con fondatezza che l’ipotesi che l’epiteto Magdala sia stato attribuito a Maria in seguito alla costruzione della torre-Magdala. Esistono anche due villaggi con questo epiteto, ma i loro nomi sono accanto a Magdala e non esiste nessun villaggio che porti solamente Magdala come nome di luogo. Se Maria voleva indicare il nome del villaggio da cui veniva avrebbe sicuramente messo accanto a Magdala anche il nome del villaggio.

Nei vangeli non è scritto da nessuna parte che Magdala sia un luogo geografico di una città, ma viene sempre riferito a Maria in qualità di epiteto. In Matteo 15:39 si legge, “Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nella regione di Magadàn”. Il passaggio parallelo nel vangelo di Marco 8:10 leggiamo invece “Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta”. Il Talmud ebraico distingue solo due Magdala, Magdala Gadar a est, sul fiume Yarmouk e Magdala Nunayya. Ci fu un altro Magdala vicino a Tiberiade, Magdala Nunayya che la maggior parte degli studiosi cristiani presumono essere il luogo descritto dal Talmud, ma la nostra osservazione ci porta a considerare che Maria avrebbe detto sono Maria di Nunaya Magdala o solamente Nynaya. Molti ricercatori identificano Mariamne a cui Erode dedicò la torre con l’Asmonea, uccisa da Erode, a causa dei sensi di colpa per l’uccisione della moglie di cui era innamorato, ma leggendo G. Flavio dobbiamo escluderla sia per il fatto che conobbe e sposò la sua terza moglie Mariamne figlia di Simone Boeto e madre di Gesù quando finì la costruzione delle torri, sia perché Salomè, sorella del re Erode, aveva incolpato di adulterio la seconda moglie Mariamne l’Asmonea, tanto che nel 29 a.C. Erode la uccise credendogli.

Ancora conferme sulla prova schiacciante che Maria terza moglie di Erode è la Maria dei vangeli. Ricordiamo ancora una volta che Maria Boeto era cugina di Anna e Elisabetta Boeto, come nei vangeli dove vengono definite parenti ed infine cugine nel tardo cristianesimo, e che inoltre nella famiglia Boeto troviamo oltre a maria Simone come padre, Marta e Lazzaro come fratelli e Gesù che diventerà sommo sacerdote nel 63 d.C., e che tutti e cinque i personaggi si ritrovano insieme più volte nei vangeli con Gesù che va a casa di Simone dove incontra Maria che gli unge i piedi di olio con ivi presenti i suoi fratelli Marta e Lazzaro. Inoltre nella tomba di Gesù a Talpiot ritroviamo insieme Mariamne e Mara che è un’abbreviazione del nome Marta. Mara fu aggiunto in un secondo tempo da altro scriba in quanto essendo più giovane di sua sorella Maria morì molti anni dopo, inoltre la zia di Gesù divenne anche sua moglie come testimonia il Talmud.

Prima di Marta Gesù era sposato con Erodiade, da cui ebbe Salomè che ritroviamo sotto la croce del padre nel vangelo di Marco. Erodiade tradì poi Gesù con Erode Antipa e questo causò la rivolta di Giovanni Battista Boeto, figlio di Elisabetta Boeto e Giuda di Gamala, nonché cugino di Gesù a cui verrà dato l’epiteto di Gesù Gamala dallo storiografo G. Flavio. Anna Boeto, Elisabetta Boeto e Giovanna Boeto discepola di Gesù, erano figlie di Yoshua ben Fabi Boeto, nipote di Simone Boeto. Dopo la morte di Cleopatra, Anna si prese cura di Maria insieme al suo secondo marito Gioacchino.

Tutte le prove e la ricostruzione storica del processo Gesù-Pilato nel libro in prossima uscita Cristo il Romano, dove dimostriamo che oltre che nipote di Cleopatra, di Marco Antonio e del primo imperatore di Roma Cesare Augusto a sua volta nipote di Giulio Cesare, il Cristo Re era anche cugino carnale di Nerone. Dopo 2000 anni di menzogne la verità storica e documentata travolgerà la chiesa, ma non il messaggio d’amore del cristianesimo insito nei discordi di Gesù.

Alessandro De Angelis scrittore e ricercatore di storia delle religioni e di cristianesimo primitivo

1 seconda apocalisse di giacomo, 50.

2gharib g., testi mariani del primo millennio, vol. IV, città nuova 1991, pp. 686-697, passim.

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