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Marino "se avessi seguito il Pd ora sarei in cella"

Roma – “Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse sarei finito in cella d’isolamento…”. E’ la battuta al vetriolo che l’ex sindaco Roma Ignazio Marino ha rivolto al Partito Democratico nel corso della conferenza stampa di presentazione del suo libro ‘Un marziano a Roma’ nel quale ripercorre i suoi 28 mesi di mandato in Campidoglio. Il vero attacco però è rivolto a Renzi “Roma era in una situazione drammatica. Bisognava sganciarla dalle lobby, mentre il governo di Renzi preferisce sedersi a tavola con le lobby. E’ stato deciso a palazzo Chigi dove fare il villaggio olimpico ad esempio, nessuno e’ stato consultato”. “Il mio libro” – ha poi aggiunto l’ex sindaco di Roma –  non e’ “un manifesto elettorale”, ma “uno spunto di riflessione”. “Quando sono arrivato abbia trovato una situazione di debito cosi’ grave, una raccolta dei rifiuti con un monopolio affidato a un privato, e cambiare tutto questo e’ stato importante. Abbiamo risanato il debito, se fosse successo in un’azienda privata il cda avrebbe avuto parecchi milioni di premio”. La visione di una citta’ compromessa con le lobby, a partire da quella dei costruttori, ha attaccato Marino, “e’ un’idea della citta’ che aveva la destra. Forse Renzi vuole tornare a quei tavoli, a quei costruttori, a quella visione”. “Io avevo grandi aspettative su Renzi – ha riferito l’ex sindaco – quando pronunciava parole in cui mi riconoscevo come la liberalizzazione rispetto a tante aziende che al comune non servono, o la scelta delle persone in base ai curricula e i risultati. O un’informazione radiotelevisiva che somigliasse alla Bbc. Siamo finiti invece in una situazione in cui il premier sceglie il direttore generale della Rai e i direttori delle reti. Se l’avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati”.

Non risponde sul suo futuro e sulla sua eventuale ricandidatura alle prossime elezioni di Roma, in programma a giugno, ma l’ex sindaco butta li’ una battuta: “E’ vero che il mio libro si intitola ‘Un marziano a Roma’, ma non sono ancora pronto a trasferirmi su Marte…”. Marino ha ripercorso i 28 mesi del suo mandato, difendendo le sue scelte, e ha anche parlato del suo successore in Campidoglio, il prefetto Tronca: “E’ stato indicato monocraticamente da un capo del governo non eletto dal popolo. Non posso giudicarlo, le azioni del prefetto sono riconducibili al governo, e’ semplicemente un esecutore”. Tuttavia una cosa gli va riconosciuta, la perseveranza sul caso affitti: “Nel marzo 2015 – ha ricordato Marino – abbiamo pubblicato in rete un database di tutti gli immobili del comune, voi (giornalisti, ndr) ve ne siete resi conto un anno dopo con Tronca. Mi fa piacere che questo lavoro venga portato avanti”. 

Marino ha infine dato la sua versione sulle parole del Papa dopo le polemiche del viaggio a Filadelfia “Sia chiaro, Marino non l’ho invitato io”, aveva risposto a domanda Bergoglio a bordo dell’aereo papale, di rientro dalla visita negli Usa nel settembre scorso. “Ho avuto una piacevole conversazione con Papa Francesco durante la quale ho ripercorso in termini severi la mia visione dei fatti. Non va attribuito a lui ciò che va attribuito a Renzi e al Pd anche se alcuni hanno voluto interpretare le sue parole come un via libera contro Marino per potersi liberare di questa figura scomoda – ha concluso l’ex primo cittadino – L’incontro si è tenuto a febbraio. Abbiamo stabilito che avrei raccontato gli incontri
 avuti con lui e che lui avrebbe letto il testo prima della pubblicazione”.

 

 

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