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Marino va al Gay Pride “Siamo qui per fare festa”

Alle cinque e mezzo dopo un ora di balli e musica a tutto volume per le strade di Roma iniziano a ballare anche Ignazio Marino, sindaco della città, e tutta la sua giunta. E’ la prima volta che il Campidoglio va al Gay Pride con uno striscione e il sindaco e la giunta dietro a sfilare per tutta la durata del corteo. «Oggi siamo qui per festeggiare», spiega Ignazio Marino. Ha mantenuto la promessa di un registro per le unioni civili, al Pride c’è chi per la prima volta è venuto con la fede al dito. Un simbolo ma non soltanto questo.
L’Atac, l’azienda di trasporti, ha iniziato a riconoscere il congedo matrimoniale alle coppie presenti nel registro, l’Acea, che fornisce acqua ai romani, sta pensando di fare altrettanto. E, anche in questo caso, non solo. La presidente Catia Tomasetti era anche lei in piazza insieme con una delegazione di dipendenti. Mai successo prima. «La nostra missione è fornire acqua, l’acqua è democratica e quindi noi lo siamo per nostra missione». Essere democratici vuol dire, come annuncia la presidente dell’Acea, che oltre ai congedi matrimoniali per chi è iscritto nel registro delle unioni civili l’azienda sta pensando anche a qualcosa di simile nell’applicazione della legge 104.
Avere il registro delle unioni civili è l’inizio, ora i 300 mila in piazza chiedono una legge al Parlamento e al governo Renzi. «Liberiamoci» è lo slogan del Pride 2015. Il messaggio é: «Liberiamoci dai pregiudizi, dal razzismo, dall’omofobia, da una politica che non dà risposte». Il carro del circolo Mario Mieli, infatti, è dedicato al premier Matteo Renzi chiedendogli di guardare «il verso giusto». Lo striscione infatti mostra Renzi in mezzo ai Paesi che hanno riconosciuto le unioni gay come Irlanda, Paesi, Bassi e Brasile, e «il verso sbagliato» quello di Russia, Egitto, Gina e Iran.
Ma non lo chiedono soltanto loro. Ignazio Marino avverte che Roma ha fatto da «apripista» e che ora il registro deve trovare «completezza» in Parlamento. La presidente della Camera Laura Boldrini chiede che «la politica dia risposte ad una società che cambia». In piazza arriva, a sorpresa, il, presidente del Pd Matteo Orfini con la figlia piccola in braccio: «E’ giusto che il Pd e il sindaco siano qui – dice -. E’ una bellissima giornata».
E’ soprattutto una giornata in cui il Gay Pride è sempre più una manifestazione di tutti i romani. Per la prima volta fra i carri ce n’è anche uno dei tassisti. «Siamo qui per chiedere di non discriminare nessuno, né i gay né i tassisti»
Flavia Amabile

(La Stampa 14 giugno)

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