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Mario Monti in Senato rievoca lo spettro della Troika

Troika, parola russa che vuol dire “terzina” e assunse un significato sinistro durante la grande crisi del debito. Indicava la terna di creditori esterni – Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Bce – che finanziò i piani di salvataggio di Grecia, Portogallo, Cipro e Irlanda per poi vigilare sui duri tagli alla spesa e al welfare che a essi erano condizionati. In Italia, in quell’estate del 2011 che ci vide sull’orlo del default, non arrivò. Arrivò un governo tecnico, guidato da Mario Monti, che impose riforme draconiane, a partire dalla legge Fornero, per ridurre il deficit e consentire alla Bce di allargare i cordoni della borsa per prevenire nuove crisi sistemiche. ll fantasma della Troika era stato rievocato durante il terremoto sui mercati nei giorni della faticosa trattativa che ha portato alla nascita dell’esecutivo Lega-M5s. Ma, proprio per i notevoli costi economici del programma dei due partiti, potrebbe tornare ad aleggiare sulla penisola. A dirlo è proprio il senatore a vita Mario Monti, nel suo discorso in Senato durante il voto di fiducia al governo Conte

“La Troika è stata evitata grazie a un lungo braccio di ferro con la Germania e la Cancelliera Merkel e fu la premessa che consentì alla Bce la svolta verso politiche che oggi corrono semmai solo il rischio di farci addormentare tutti”, avverte l’ex premier, “ma non è escluso, e non lo dico con spirito di provocazione ma senso del dovere, che l’Italia possa dover subire l’umiliazione della Troika, io mi auguro vivamente di no”. 

Attenzione, il ‘Qe’ sta finendo

Monti ha ricordato i valori relativi allo spread, sottolineando che quando terminerà il programma di acquisto di titoli di Stato della Bce, ovvero il ‘quantitative easing’, tutto potrebbe peggiorare. Ma, soprattutto, il senatore ha voluto puntualizzare come si è giunti alla situazione attuale, bacchettando Lega e 5 stelle per l’atteggiamento tenuto durante il governo tecnico da lui guidato: “Si è detto che lei – ha detto rivolgendosi a Conte – è un capo di governo dimezzato in quanto al suo fianco siedono due leader politici a tutto tondo, Di Maio e Salvini, ma credo che non lo sarà, spero che non lo sarà”.

“Un governo è efficace se chi lo guida è il presidente del Consiglio – ha proseguito Monti – e se questi esercita pienamente i suoi poteri e responsabilità e sono certo che il governo otterrebbe credito maggiore e consenso maggiore se iniziasse la sua vita con un atto di modestia e realismo: non il premier ma l’intero vostro governo nascerebbe oggi come governo dimezzato se altre forze politiche non avessero dato in un momento difficilissimo per il Paese prova di grande responsabilità: qualunque cosa possiate pensare di FI, Pd e l’allora Terzo polo e Fratelli d’Italia almeno nella fase iniziale, da novembre 2011 per oltre un anno hanno sostenuto provvedimenti impopolari e ciò ha consentito di portare l’Italia fuori da una spaventosa crisi finanziaria e portarla a una ancor troppo lenta ripresa. Voi, con tutto il rispetto, colleghi della Lega e M5s, come Lega esercitavate coerente e bruciante opposizione in parlamento e nel Paese, e il M5s nei siti diffondeva in modo molto cinico, spesso in totale contrasto con la realtà, fattuale tesi che non andavano certo nella direzione degli sforzi che l’allora Parlamento incoraggiò”.

“Senza di me, avremmo un governo semicoloniale”

“Voi – ha concluso Monti – avreste oggi la Troika, sareste un governo dimezzato perché sareste ridotti a agenti di un governo semicoloniale: la Troika è una realtà disgustosa a mio parere, e abbiamo fatto di tutto per risparmiare all’Italia questa dimostrazione di scarsa dignità”. Quindi, Monti ha rivolto al governo “sinceri auguri di buon lavoro nell’interesse dell’Italia. Chi ha avuto onere e onore” di ricoprire il ruolo di premier, “non può non rivolgere a lei un augurio speciale: io non confido nell’insuccesso di questo governo”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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