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Marx: la maggioranza dei vescovi tedeschi è d’accordo con Kasper

Il cardinale Reinhard Marx(©La Presse) Il cardinale Reinhard Marx.

andrea tornielli –
città del vaticano –

«La maggioranza dei vescovi tedeschi sono d’accordo con la proposta di Kasper». Lo ha detto ieri sera il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale della Germania a proposito dell’ammissione, a determinate condizioni, dei divorziati risposati all’eucaristia. «Abbiamo discusso e approfondito questo tema – ha spiegato Marx, nominato da Benedetto XVI arcivescovo di Monaco e cardinale – e ho informato per iscritto la segreteria di Sinodo».

 

Il porporato è intervenuto questa mattina al Sinodo dopo l’introduzione del relatore generale Erdo. «In Germania abbiamo deciso che il dibattito sia pubblico, Pio XII ha parlato dell’opinione pubblica nella Chiesa – ha detto Marx nel corso di una conferenza stampa presso la Radio Vaticana – e noi dobbiamo prendere in considerazione la famiglia così com’è oggi, parlando di tutti i temi e di tutte le sfide con sensibilità pastorale. Per i cristiani la verità non è un sistema di idee ma è una Persona viva con la quale siamo in dialogo».

 

Marx ha detto che nell’aula non si respira affatto un’atmosfera di scontro e di conflitto, «ci si ascolta con rispetto anche se due cardinali intervenuti non erano d’accordo sull’interpretazione da dare a un passo del Vangelo di Matteo». Dopo aver insistito sul fatto che il Sinodo è pastorale più che dottrinale, il cardinale ha invitato a guardare alla complessità della realtà e anche delle storie delle persone, che non sono sempre tutte positive o tutte negative. Marx ha anche aggiunto che i vescovi tedeschi sono poco propensi a insistere sullo snellimento delle nullità matrimoniali, perché se la rottura del matrimonio avviene dopo molti anni è difficile pronunciarsi e soprattutto è difficile prendere in considerazione la fede dei due sposi come criterio e misurarla: «Non vogliamo che si pensi a una forma di “divorzio cattolico”».

 

Nel pomeriggio in aula, oltre allo stesso Kasper e allo statunitense curiale Leo Raymond Burke, Prefetto della Segnatura apostolica nonché uno dei firmatari del libro collettivo contrario all’ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti, ha preso la parola anche l’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn, domenicano, allievo di Ratzinger. Il cardinale austriaco nel suo intervento ha condiviso le osservazioni di Kasper circa l’esistenza di alcuni elementi del matrimonio cristiano anche nel matrimonio civile: ad esempio l’impegno pubblico, i doveri assunti nei confronti del coniuge, la stabilità, etc. E così come il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che, pur se la vera Chiesa di Cristo «sussiste nella Chiesa cattolica», è possibile riconoscere elementi di questa nelle altre Chiese e comunità cristiane, allo stesso modo sarebbe possibile riconoscere questi elementi positivi del matrimonio cristiano nelle nozze civili. E dunque, questa almeno è la conseguenza presa in considerazione da Kasper, arrivare a concedere, dopo un percorso penitenziale e decidendo caso per caso, l’accesso ai sacramenti ai divorziati risposati.

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