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Matrimoni fasulli per il permesso di soggiorno: 15 arresti a Savona

Dall’alba vasta operazione dei carabinieri: hanno smantellato un’organizzazione
Pubblicato il 10/01/2017

Claudio Vimercati –
E’ in corso dall’alba una vasta operazione dei carabinieri, che hanno smantellato un’organizzazione specializzata in finti matrimoni, finalizzati a far ottenere a cittadini stranieri il permesso di soggiorno, grazie alle nozze con donne italiane compiacenti.

La retata, iniziata alle prime luci della mattina con l’utilizzo di unità cinofile e un elicottero, ha portato all’arresto di 15 persone, una decina di italiani e cinque di nazionalità straniera. Per cinque persone si sono aperte le porte del carcere, per le altre dieci sono invece scattati i domiciliari.

I quartieri interessati dall’operazione, a Savona, sono il centro storico, Villapiana, via Mignone, via Tasso e vico Spinola.

Le ordinanze sono state firmate dal gip savonese Francesco Meloni. L’indagine è stata coordinata dal pm Giovanni Battista Ferro e condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri, agli ordini del comandante provinciale Dionisio De Masi, del colonnello del reparto operativo Alessandro Ciuffolini e del capitano Alberto Azara del nucleo investigativo. Le accuse, a vario titolo, sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violazione della Bossi-Fini e induzione al falso ideologico.

COME FUNZIONAVA IL MECCANISMO

Una vera e propria «agenzia di viaggi» per aspiranti mariti in cerca di un permesso di soggiorno definitivo in Italia. Era questo il business messo in piedi da un gruppo di uomini e donne che offrivano il pacchetto completo ad aspiranti mariti extracomunitari intenti a giungere in Italia sfruttando la possibilità del ricongiungimento familiare. Gli interessati non dovevano far altro che acquistare il «pacchetto» completo (di norma del costo di 10/12 mila euro) e a tutto il resto pensavano gli «amici» in Italia.

Nella «vacanza» era compreso il costo del viaggio, la sposa (compiacente), le pubblicazioni e addirittura la cerimonia del matrimonio civile con tanto di testimoni, amici, parenti (ovviamente finti) e addirittura il fotografo. Tutto questo, oltre a garantire il regolare ingresso in Italia dell’aspirante sposo, permetteva di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno definitivo e quindi la libera circolazione non solo nel territorio nazionale italiano ma anche la possibilità di circolare tra i vari paesi europei.

L’attività è nata a seguito di alcuni matrimoni sospetti registrati presso gli Uffici di stato civile di alcuni Comuni liguri e una serie di servizi hanno consentito di accertare le singole responsabilità dei vari componenti della banda.

Le indagini sono estese anche ad altre regioni, tra cui, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria.

Il meccanismo era ben rodato: gli organizzatori dei finti matrimoni mettevano a disposizione degli «aspiranti mariti» stranieri anche i testimoni per le nozze (poi finiti tra gli arrestati) e si occupavano della pratica in Comune.

GLI ARRESTATI

Una donna per due pubblicazioni di matrimonio. La promessa sposa era sempre la stessa, cambiava lo sposo. E’ da lì che è iniziata l’indagine dei carabinieri sui matrimoni falsi che questa mattina è sfociata con la notifica di quindici ordinanze di custodia cautelare: cinque in carcere, dieci agli arresti domiciliari. In carcere sono finiti i presunti organizzatori: quattro stranieri, fra cui una donna, titolare di un’agenzia di affari ad Albenga che è ora sotto sequestro, e un italiano. Sono Hamid Tarik, 37 anni, residente a Savona; Khadija Nasser, 49, Albenga; Hatim Elasraoui, 35, Savona; Said Assouli, 46, Cairo Montenotte, Luigi Accattatis, 62, Merana (Alessandria). Agli arresti domiciliari le spose, tutte italiane, tranne una, polacca: Katia Grippa, 32, Savona; Eliana Pizzorno, 53, Savona; Gabriela Ewa Dlugosz, 28, Varazze; Marzia Siragusa, 46, Savona; Samuela Pesce, 28, Savona; Jennifer Maletta, 20, Savona; Debora Borrelli, 30, Cairo Montenotte; Giuseppina Ciceri, 28, Casale Monferrato; Lara Punta, 46, Savona. E, infine, Manuela Ventimiglia, 43, di Savona, madre di una delle spose, Jennifer Maletta. Le accuse sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso per induzione . Circa 130 sono stati i carabinieri impegnati questa mattina nel blitz con perquisizioni anche fuori provincia a Mirandola (Modena), Varese, Casale. Il costo di un matrimonio era di 10-12 Mila euro: 50 per cento circa andava alle spose, mille euro ai testimoni, il resto andava all’organizzazione.

http://www.lastampa.it/2017/01/10/edizioni/savona/matrimoni-fasulli-per-il-permesso-di-soggiorno-arresti-a-savona-2iQGkB06kEd3nb17zXkGhO/pagina.html

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