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Matrimonio per tutti uguale libertà

Dal blog di Patrizio Gonnella (Espresso online 24.12.14)

“”Negli Stati Uniti cresce il Pil ma cresce soprattutto il numero di Stati che consente il matrimonio egualitario. Il 2014 è stato un anno storico per la ‘libertà di sposarsi’ negli Usa. Nel solo 2014 ben 19 Stati hanno ammesso il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Sono solo 15 al momento gli Stati che praticano la discriminazione nei confronti della comunità Lgbt. Il prossimo 9 gennaio la Corte Suprema degli Stati Uniti si pronuncerà sulla legalità costituzionale del matrimonio per tutti a seguito di ricorsi provenienti dal Kentucky, dal Michigan, dall’Ohio, dal Tennesse e dalla Louisiana. L’Aclu, l’organizzazione che si batte da quasi un secolo per le libertà civili (tutte) negli Stati Uniti, la definisce una battaglia per l’amore, ovvero per rendere legale l’amore che esiste nella vita. Amore, uguaglianza e felicità sono le parole chiave per affrontare il tema del matrimonio per tutte e per tutti. Uno Stato che non ritiene tutti uguali e che per legge intende negare l’amore o non riconoscere la felicità delle persone (a prescindere dall’orientamento sessuale) è uno Stato debole, triste, grigio, non liberale. È uno Stato che può piacere solo alle sentinelle in piedi e ad Adinolfi. In Italia il dibattito politico, pubblico, mediatico non decolla. C’è una promessa di Renzi di occuparsene a partire dal prossimo gennaio. Per ora però non resta che una promessa. Ci sarà da fare prima la riforma elettorale, poi quella del Senato, poi eleggere il Capo dello Stato. La sequenza di queste tre cose non è ancora nota. L’Italia dunque vuole essere più vicina all’America di Obama o alla Russia di Putin?

La legge dovrebbe essere sempre lo spazio pubblico di allargamento delle libertà. Purtroppo invece capita che le leggi siano sempre più spesso il luogo di restrizione delle libertà personali. Vengono approvate leggi che impongono divieti, mettono paletti, alzano muri. Questa è la storia degli ultimi due decenni italiani: si pensi alla normativa sulla fecondazione assistita. La legge dovrebbe essere invece – come da sempre scrive e spiega il filosofo Eligio Resta – un’occasione per estendere le opportunità, per dare più chance a ogni essere umano. La vita è fortunatamente molto più ricca e articolata di come i manichei anti-matrimonio egualitario vorrebbero che essa fosse. Molti sindaci – Marino a Roma, Merola a Bologna, Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli – hanno trascritto nei loro Comuni il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero. Un passo importante criticato e ostacolato da Alfano, custode della tradizione reazionaria. Renzi è invece rimasto in silenzio. Un silenzio eloquente per chi parla e twitta senza troppi freni. E allora tra una legge elettorale e una istituzionale il Parlamento potrebbe anche decidere di occuparsi finalmente della vita delle persone.””

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