TwitterFacebookGoogle+

Mattarella celebra la Liberazione "Pietra angolare nostra storia"

(AGI) – Milano, 25 apr. – Resistenza atto fondante della democrazia, terreno da cui scaturi’ la Costituzione, cioe’ “il riconoscimento dei diritti della persona come valore che preesiste”, lo stesso ordinamento democratico. “Questo e’ un impegno che oggi deve unire l’Italia”, dice Sergio Mattarella ricordando a Milano i 70 anni della Liberazione, “e mi auguro che, nella liberta’ del confronto politico, si possano trovare convergenze finalizzate al bene comune”.

Brigata ebraica contestata a Milano “assassini”

Piccolo Teatro di Milano, un passo dai luoghi dove i partigiani sfilarono 70 anni fa a sancire la vittoria sul nazifascismo. Il Capo dello Stato rievoca quei fatti, e soprattutto lo spirito che porto’ alla nascita della democrazia in Italia. “Tutti i temi della modernita’ portano sfide nuove”, sottolinea a voler indicare che bisogna guardare al futuro sulla base delle radici che si sono formate nel passato, “e ci richiedono risposte coraggiose: dall’ambiente alla scuola, alle nuove conoscenze, fino al fenomeno epocale delle migrazioni.

Guarda il video

Per difendere i valori umani e sociali, che oggi celebriamo, non ci basteranno le categorie e gli strumenti del passato”. Non a caso il Capo dello Stato si sofferma anche sui problemi dell’immigrazione. “Nella nervatura del Paese la Costituzione resta il cuore e, insieme, il cervello che guida”, spiega, “il patriottismo della Costituzione e’ il capo dal quale puo’ dipartire una consapevolezza moderna di essere italiani in un’Europa che deve ritrovare appieno se stessa e la propria missione”.

Abbiamo previsto diversi eventi per il 70′ anno della Liberazione. Buon 25 aprile a tutti! #ilcoraggiodi https://t.co/OKWSaTGjmL

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 25 Aprile 2015

“Desidero dirlo in questi giorni drammatici in cui il Mediterraneo e’ diventato il sacrario delle vite e delle speranze stroncate di centinaia di uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra, dalla persecuzione e dalla fame. La nostra Europa si gioca la sua credibilita’ e il suo stesso futuro: senza la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo e senza solidarieta’ non e’ Europa”. Un concetto mutuato dalla cultura tedesca, questo del “patriottismo della Costituzione”. Deve essere “uno stimolo costante per superare i nostri limiti interni, i ritardi che pesano sullo sviluppo e sull’equita’ del Paese. La Costituzione e’ una forza dinamica, che ci spinge. Chi sfilo’ a Milano in quel 25 aprile non sapeva ancora che il suo impegno, i suoi sacrifici avrebbero prodotto quel testo”. Oggi “l’orgoglio della Resistenza e della Liberazione risiede anche nel frutto che ha generato. La nostra Costituzione che non e’ soltanto un’insieme di norme. La sua garanzia piu’ forte per i cittadini consiste nella sua applicazione e nel viverla giorno dopo giorno”.

Il #25aprile del 1945 l’Italia riconquistò la libertà e la democrazia. Buona #Liberazione70 a tutti! pic.twitter.com/rdmdRL1WS5

— laura boldrini (@lauraboldrini) 25 Aprile 2015

Per questo Mattarella vuole celebrare i tanti eroi di settanta anni fa e ribadire che fu da quel movimento di popolo che nacquero la Costituzione e l’Europa di oggi. Eroi furono i militari che si rifiutarono di combattere per Salo’, eroi le donne che aiutarono i militari alleati catturati a vivere nascosti dopo la fuga. Eroi quegli intellettuali di culture diverse che insieme lavorarono per la comune liberta’. L’Italia libera e democratica nacque in questo modo: questa e’ la “memoria condivisa” che resta alla base della convivenza nazionale. Una memoria che parte da un assunto irrinunciabile: non puo’ esserci equiparazione tra le due parti in lotta. C’e’ chi combatteva per la liberta’ e la democrazia, chi per l’esatto contrario. Ma ormai “sono convinto che si sia formata nel Paese una memoria condivisa sulle origini e le fondamenta della Repubblica”: fu un vero e proprio secondo Risorgimento e quindi “pieta’ per i morti ma anche sentimenti piu’ nobili non devono portare a confondere le cause, ne’ a cristallizzare le divisioni di allora tra gli italiani”. Piuttosto occorre “fare memoria, che vuol dire anche crescere insieme” perche’ “l’antifascismo non e’ stato solo l’esito politico di un conflitto interno, quanto la chiave di apertura della nuova Italia alla dimensione europea e mondiale”. Una dimensione che impone un’assunzione di responsabilita’ nel Mediterraneo solcato dalle barche dei disperati, come anche la capacita’ di dialogare e trovare soluzioni condivise. Lo vuole lo spirito della Costituzione. (AGI)

Vai sul sito di AGI.it



Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.