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Mattarella convoca Conte al Quirinale, è la svolta, Cosa succede ora

Alle 17,30 nascerà finalmente, dopo oltre 70 giorni di crisi, mosse tattiche e colloqui, il primo governo di M5S e Lega nella storia della Repubblica. Sergio Mattarella fa partire l’invito per Giuseppe Conte, e contemporaneamente fa precisare che sul suo nome  i due partiti hanno ribadito la propria fiducia. Che è come dire: ora si assumono le loro responsabilità. 

Poche ore prima i grillini erano partiti all’attacco del Quirinale. A farlo senza mezzi termini, Alessandro Di Battista, che in questo periodo ha alternato annunci sulla sua partenza per l’altro emisfero a prese di posizione ben piantate nella terraferma italiana.

La pesante critica di Di Battista a Sergio Mattarella è arrivata alla fine di una mattinata in cui dai grillini sono arrivati segnali quasi contrastanti sul futuro di Giuseppe Conte come premier, e su quello di Silvio Spaventa come ministro dell’economia. Una situazione che ha permesso alle opposizioni, e agli stessi ex alleati della Lega, di riprendere fiato

 

“Mattarella segua la volontà del popolo”

“Il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranità”, manda a dire in direzione del Colle Di Battista, “Una maggioranza si è formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo più stretto consigliere – trasparente qui il riferimento al Segretario generale del Quirinale – rappresenta la maggior parte degli italiani”.    

Mattarella, scriveva oggi il Corriere della Sera, ha intenzione di prendere tempo per arrivare ad una soluzione il più possibile serena e soddisfacente. E oggi ha fatto sapere attraverso fonti non ufficiali: “Nel corso della mattinata i leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, e della Lega,  Matteo Salvini, su espressa domanda della presidenza della Repubblica, hanno confermato la proposta di conferimento dell’incarico per la formazione del governo al professor Giuseppe Conte”. 

Le certezze di Di Maio

“Conte è e resta assolutamente il candidato premier del M5s e della Lega”, aveva ribadito quasi in contemporanea a Di Battista, Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle. E Danilo Toninelli, capogruppo al Senato: “Per me non ci sono alternative: o Conte o il voto. Quanto all’ipotesi di una decisione diversa da parte di Mattarella e per me non è commentabile”.

Forse perchè lo stesso  Emilio Carelli, stella nascente del Movimento, era stato meno categorico. Parlando ad Agorà, trasmissione televisiva su Rai Tre, si era trovato a dover rispondere ad una domanda diretta: esclude che Conte possa saltare? “Non escludo questo, perché non sappiamo cosa succederà oggi”, aveva risposto lui. 

A proposito, invece, dell’eventualità che con Paolo Savona all’Economia il governo M5s-Lega potrebbe lavorare all’uscita dell’Italia dall’Euro, il deputato M5s – a sua volta dato tra i papabili per un dicastero nel ‘governo del cambiamento’ – aveva detto: “lo escludo”. Anche Il Foglio la pensa allo stesso modo.  

Gli ex alleati puntano alla Lega

“Quello che sta per nascere è un governo a trazione grillina, con l’aggravante di avere un premier espressione del M5S che è un tecnico – quindi il Mario Monti di Di Maio – col cuore che batte a sinistra, amico della Boschi e di Napolitano”. Già da stamane la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, aveva classificato la svolta.

“Salvini ha pensato solo agli interessi della Lega” e FdI “non voterà la fiducia. Il centrodestra così come l’abbiamo conosciuto non esisterà più”, erano state le sue parole, intervistata da ‘Repubblica’.

E il Pd può fare opposizione

Lega e del Movimento 5 stelle “stanno prendendo in giro gli italiani”, rincara il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, arrivando all’assemblea di Confindustria.

“Lega e 5 stelle si sono dimenticati di dire come bloccheranno l’aumento Iva. Nel Contratto non ne parlano”, aggiunge.

Elsa Fornero difende il collega tecnico Conte, ma gli lancia un avvertimento

“Il tecnico viene usato cinicamente e vigliaccamente e poi buttato via e accusato” denuncia nel frattempo Elsa Fornero,

“Io che ho fatto parte di un governo tecnico dico che la politica deve essere fatta dai politici. I tecnici vengono usati, lasciati soli e non hanno la possibilità di arrivare a parlare con le persone”: parole che, ora che il governo Conte sta per vedere la luce, non sembrano di buon auspicio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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