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Mattarella, "davanti a venti di guerra nessuno si chiami fuori"

(AGI) – Roma, 6 set. – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’Incontro internazionale “La pace e’ sempre possibile – Religioni e culture in dialogo” promosso dalla Comunita’ di Sant’Egidio e in corso a Tirana ha inviato il seguente messaggio: “Desidero rivolgere un caloroso saluto e, insieme, il mio piu’ convinto incoraggiamento agli organizzatori e a tutti i partecipanti all’Incontro internazionale di Tirana, ultima tappa di un fruttuoso lavoro che la Comunita’ di Sant’Egidio porta avanti ormai da quasi trent’anni sulla scena internazionale. I temi prescelti e l’autorevolezza dei relatori, provenienti da ogni parte della Terra, confermano la vostra intenzione di far vivere e attualizzare lo ‘spirito di Assisi’, invitando non solo le istituzioni ma i popoli e le comunita’ a diventare veri protagonisti nella costruzione della pace. La pace e’ un orizzonte ideale che si raggiunge giorno per giorno, con un lavoro concreto e tenace”. Mattarella aggiunge: “Venti di guerra si agitano in tante parti del mondo, generando violenza, morte e paura. L’interconnessione planetaria ci obbliga ad aprire gli occhi su terribili conflitti e nuove forme di sopraffazione. Nessuno, in tempi di globalizzazione, puo’ chiamarsi fuori o sentirsi al sicuro. Le fiamme della guerra lambiscono i nostri confini, provocando miseria, devastazioni e ondate di profughi che bussano alle porte dei Paesi occidentali con la speranza di trovare salvezza, speranza e diritti. La risposta delle nazioni democratiche non puo’ essere la chiusura e l’arroccamento. I muri e i fili spinati non fermeranno il divampare degli incendi. La soluzione e’ porsi alla guida dei processi mondiali. Per farlo, serve un’intelligente, lungimirante, coraggiosa azione politica. Che coniughi dialogo, sviluppo, integrazione e sicurezza per i cittadini. Come ben sapete e mettete da decenni in pratica, le religioni possono dare un contributo molto importante per alzare lo sguardo, per mobilitare le coscienze, per vincere l’indifferenza. Papa Francesco ha recentemente ribadito che “e’ un sacrilegio uccidere in nome di Dio”. Le grandi religioni hanno una speciale responsabilita’ nel promuovere il dialogo e la comprensione. L’uomo autenticamente religioso incarna gli ideali di pace, di rispetto, di collaborazione, di rifiuto della violenza, di carita’ e di amore. La liberta’ religiosa – minacciata in molte parti della terra – e’ uno dei fondamenti dei diritti umani e delle democrazie”. Mattarella conclude: “Il dialogo e’ un lavoro complesso e paziente. Ma la conoscenza reciproca mitiga la diffidenza, l’amicizia e il rispetto estirpano l’intolleranza. Dobbiamo combattere e isolare i predicatori di odio, chi strumentalizza la fede religiosa, propria e di altri, per diffondere violenza e terrore. Dobbiamo contrastare con azioni concrete ed efficaci chi alimenta l’idea dell’ineluttabilita’ dello scontro di civilta’. La sola civilta’ che accettiamo, e per la quale lavoriamo alacremente, e’ quella della pace, dell’incontro, della collaborazione, dei diritti fondamentali dell’uomo, della riduzione delle diseguaglianze. Non e’ un cammino facile, ma e’ l’unica strada concessa se desideriamo raggiungere una pace autentica senza smarrire o, peggio, tradire i nostri valori. Quando prevalgono l’egoismo e la demagogia, l’Europa e l’intero Occidente risultano piu’ deboli e la loro voce diventa meno efficace nel mondo. Sono sicuro che i semi che getterete in questi giorni a Tirana daranno buoni frutti. Vi rinnovo pertanto i migliori auguri di pieno successo della vostra importante iniziativa”. (AGI) .
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