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MATTARELLA FA FESTA COI DISABILI "BISOGNA ABBATTERE LE BARRIERE"

Roma –
E alla fine tutti scatenati a ballare sul prato di Castelporziano, disabili, accompagnatori, genitori, col rock dei “Ladri di carrozzelle”, sotto gli occhi allegri e anche un po’ commossi del presidente Sergio Mattarella, in prima fila sotto il sole della tenuta presidenziale.
In mille, alla  festa di chiusura dell’operazione porte aperte a Castelporziano, che per tutta l’estate per la prima volta ha portato centinaia di diversamente abili a trascorrere l’estate nella “casa estiva” del presidente della Repubblica.
«Con questa bellissima esperienza abbiamo scoperto che in fondo le barriere architettoniche — spiega Sergio Mattarella — non sono difficili da superare. Quel che è difficile combattere sono le barriere che ci portiamo dentro, nella nostra mentalità ». Si chiamano «inerzia », «pigrizia», gli ostacoli che ammonisce il capo dello Stato ci impediscono di decidere di spalancare la porta «all’accoglienza». Insomma, è il messaggio del presidente, se il Quirinale in pochi giorni è riuscito a far vivere un’estate senza barriere ai diversamente abili, è possibile davvero farlo, e tutte le alte istituzioni con un po’ di buona volontà possono riuscirci.
Vale per questo progetto del Colle che da metà giugno fino alla fine di agosto, insieme al Comune di Roma e alla Regione Lazio, ha ospitato complessivamente 500 disabili di varie associazioni nelle strutture balneari e nel parco della tenuta alle porte di Ostia. Ma le parole del capo dello Stato sono in generale un richiamo più ampio in nome appunto dell’accoglienza, che vale per gli immigrati come per gli ultimi e i più deboli.
Due ore di festa, di musica, di sorprese allora nel parco, con i carabinieri paracadutisti del Tuscania che si lanciano dall’elicottero e atterrano proprio davanti al palco, fra gli applausi anche del presidente della Camera Boldrini, del sindaco Marino e del governatore Zingaretti, del prefetto Gabrielli e del capo dei carabinieri Del Sette. Una marea di selfie con i disabili per il presidente della Repubblica, che a fatica si stacca e raggiunge la palazzina della tenuta. «Ma sono io che ringrazio voi — dice Mattarella — che avete portato qui colore, allegria, in una condizione di vita che la rende preziosa. È un’indicazione preziosa per tutti, perché rende possibile un po’ di allegria, quel che vuole»
(Umberto Rosso, Repubblica 12 settembre)

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