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Mattarella in Israele, "da stallo negoziati rischi radicalizzazione"

di Nicola Graziani

Gerusalemme – Preoccupa il punto morto nel processo di pace fra arabi e israeliani che potrebbe generare nuove ondate di radicalizzazione: è l’allarme lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, davanti al presidente israeliano, Reuven Rivlin. Nel colloquio a Gerusalemme nel secondo giorno della visita di Stato in Israele, la prima visita ufficiale in tutta la regione mediorientale da parte del Capo dello Stato, Mattarella ha sottolineato che “c’è grande preoccupazione per il perdurante stallo nel processo di pace israelo-palestinese”. “L’assenza di un orizzonte credibile”, ha spiegato, “mette in serio pericolo la soluzione ‘due Stati per due popoli'” e “lo stallo rischia di produrre nuove fasi di radicalizzazione ed una preoccupante crescita della radicalizzazione a livello etnico e religioso. E’ opportuno lavorare per il dialogo e la reciproca comprensione”.
Israele, ha aggiunto Mattarella, “con la sua democrazia così forte e vitale è un modello per tutta la regione, e l’Italia sarà costantemente dalla sua parte ogni volta che dovesse essere messo in dubbio il suo diritto e il suo dovere ad esistere”. “E’ un periodo di amicizia e fratellanza senza precedenti” tra Italia e Israele, ha sottolineato Rivlin.  

Dopo una visita privata e sentita al Santo Sepolcro, il presidente della Repubblica  è stato accolto da Rivlin. Inevitabile un accenno al caso dell’Unesco, la risoluzione che negava un legame tra i Luoghi Santi e Israele su cui l’Italia si era astenuta salvo poi condannarla dopo la dura presa di posizione del premier, Matteo Renzi. “La risoluzione dell’Unesco è un crimine storico e noi siamo grati all’Italia per la sua difesa della verità“, ha detto il presidente israeliano. La visita di Matterella era stata preceduta dalla gaffe del viceministro israeliano, Ayooub Kara (“Il terremoto è una punizione divina per l’astensione dell’Italia”)  su cui poi il governo Netanyahu era stato costretto a scusarsi.

Accogliendo Mattarella, Rivlin gli aveva dato il “benvenuto a Gerusalemme, capitale di Israele“. “Sono molto lieto di incontrarla in questa citta’ nella quale Israele si riconosce e alla quale noi guardiamo con affetto”,  ha risposto il presidente della Repubblica sottolineando il significato del fatto che “questa sia la mia prima visita ufficiale in Medioriente, conferma di un rapporto storico di grande amicizia e affinita’ di valori”. E’ il momento comunque di “guardare al futuro con maggiore determinazione e ambizione” e l’Italia ricorda come “il terrorismo non abbia alcuna giustificazione e sara’ sempre dalla parte delle vittime innocenti nel contrastare ogni violenza, da qualsiasi parte essa provenga”. ​sottolineare come “non ci sia campo in cui la cooperazione fra i nostri due Paesi non abbia raggiunto livelli di eccellenza”, tanto in campo economico quanto in campo scientifico e della difesa. Per il resto, ha messo ancora in risalto Rivlin, “i rapporti con l’Italia e tutta l’Unione europea sono uno dei pilastri della nostra politica estera”. In particolare quando si parla di “battaglie incessanti contro il terrorismo, una lotta che deve essere dura e senza compromessi”. 
Poi, parole di grande comprensione per l’Italia sconvolta dall’ondata di terremoti e alle prese con l’emergenza migranti: “Un processo molto difficile che il mondo occidentale on deve trasformare in un momento di emarginazione ma di speranza”.  (AGI)

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