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Mattarella inaugura l'anno scolastico, "anni difficili, integrare i migranti"

(AGI) – Napoli, 28 set. – Sergio Mattarella ringrazia gli insegnanti, e il personale ausiliario delle scuole, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico. “Vi sono state difficolta’ in questi anni, lo so bene. Anni in cui la crisi economica ha penalizzato oltre misura il patrimonio della scuola. Anni nei quali si sono accentuate condizioni di precarieta’, affrontate recentemente dal Parlamento”.

Il capo dello Stato ha voluto dire “grazie” agli insegnanti che sono riusciti “a dare risposte positive laddove sarebbe prevalso lo scoraggiamento”: “Oggi senza di voi non sarebbe possibile immaginare un salto in avanti”. Per il capo dello Stato inoltre “la grande sfida della scuola sta nell’equilibrio, difficile ma decisivo, che tiene insieme inclusione ed eccellenza”.

Mattarella ha inaugurato a Napoli l’anno scolastico e dopo giorni di dibattito sulla presenza di stranieri nelle scuole ha spiegato che “l’integrazione sta producendo risultati e assistiamo a un avanzamento negli studi di molti giovani stranieri”. “E’ importante per l’Italia e per l’Europa intera – ha osservato – il modo con il quale saremo capaci di integrare i figli dei migranti”.

La scuola italiana ospita oggi 800mila studenti stranieri, meta’ dei quali nati in Italia, anche se a volte sorgono difficolta’ soprattutto per la scarsa conoscenza della lingua italiana. Ma “l’integrazione costituisce un vantaggio per la coesione e la serenita’ sociale”. Mattarella salendo sul palco allestito nel cortile della scuola Davide Sannino, nel quartiere Ponticelli di Napoli, il presidente ha esortato i ragazzi a frequentare gli istituti. “Andate a scuola – ha detto – Mattarella -. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola e’ vostra, cosi’ come vostro e’ il futuro”. In una citta’ e in una regione in cui ancora e’ alta la dispersione scolastica, il capo dello Stato ha ricordato l’esempio di Malala che “ha ricevuto il premio Nobel per la Pace per aver tenacemente affermato il proprio diritto alla scuola”.

La scuola, ha proseguito il presidente della Repubblica “cambia la vita. E’ l’anticorpo al conformismo e, dunque, alla sottomissione. La conoscenza e’ liberta’, liberta’ di esprimere i talenti diversi e le diverse aspirazioni”. E ancora piu’ in generale “l’istruzione e’ la chiave della coscienza civile di un Paese. La capacita’ di crescere insieme agli altri rappresenta la porta che apre a una cittadinanza piena”. Mattarella non ha nascosto “i molti problemi che siete costretti ad affrontare quotidianamente. Non dimentico le difficolta’, le carenze, le sofferenze contro le quali combattete”, ma con la sua presenza a Napoli “voglio dire a voce alta che avanzare insieme e’ possibile e che la scuola e’ strumento straordinario di crescita personale e collettiva. Se la scuola non fosse questo, tradirebbe la sua ragione costitutiva”.

Mattarella non ha nascosto le difficolta’ ma ha spronato a una partecipazione attiva di tutti. “Certo – ha sottolineato il capo dello Stato – spetta alle istituzioni fare in modo che edifici e strutture siano dignitosi e sicuri. Tocca alle istituzioni porre in essere norme e azioni positive per combattere l’abbandono scolastico. Ma la scuola – ha detto il capo dello Stato ai ragazzi – e’ vostra: e’ lo spazio che deve consentire a ogni ragazzo e ragazza di inseguire i propri sogni per realizzarsi con liberta’”. “Nuovi indirizzi e nuove risorse attendono ora attuazione. Le regole, perfino le risorse, per quanto necessarie non basteranno mai da sole. Ci vogliono le persone, con le loro storie, i loro volti, le loro doti e anche i loro limiti, la loro umanita’”. Dunque “teniamo aperte le scuole. Il piu’ possibile” perche’ questo vuol dire “animare la societa’, alimentare le occasioni di incontro, contrastare l’illegalita’ che trova spazio se le istituzioni sono assenti”. (AGI) .

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