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Mattarella: "Italia faccia squadra". Serve una dirigenza lungimirante

(AGI) – Milano, 26 set. – Quelli che stiamo attraversando sono tempi carichi di sfide e grandi opportunita’, ma serve una classe dirigente lungimirante che non abbia la testa rivolta indietro e cammini a ritroso. E il vento della globalizzazione non viene fermato da muri e barriere. Ma cio’ deve portare l’Italia a fare piu’ squadra. Un discorso a tutto tondo quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al congresso della Societa’ Dante Alighieri in corso a Milano. Un appello, anche, affinche’ ci sia “piu’ impegno nel promuovere e assicurare la conoscenza della lingua italiana agli immigrati che si insediano nel nostro Paese”. Mattarella ha ricordato che “il vento della globalizzazione soffia con forza crescente e non saranno ne’ muri ne’ barriera a fermarlo” e, ha aggiunto, “i tempi che ci aspettano sono carichi di sfide e di prospettive, e anche di incognite”, ma per questo occorre una classe dirigente che abbia una “visione lungimirante e avere lungimiranza, progettare il futuro non significa bruciarsi i ponti alle spalle, avere il capo rivolto indietro e camminare a ritroso”. Il capo dello Stato, ha poi aggiunto che ovunque si vada nel mondo “ci sono italiani ai vertici di molte istituzioni. L’Italia e gli italiani sono sinonimo di eccellenza. Nel mondo vi e’ una forte richiesta di Italia, lo ha dimostrato anche qui a Milano l’Expo, una scommessa riuscita malgrado tante iniziali perplessita’. Il desiderio di Italia, lo stile di vita italiano, e’ collocato nella parte piu’ alta della classifica dei desideri di vita mondiali”. Il presidente della Repubblica, tuttavia, non ha negato che la “percezione che si ha dell’Italia all’estero, al di la’ degli stereotipi, e’ decisamente migliore di quella che avvertiamo noi italiani, forse un po’ assuefatti nel vivere immersi nella storia, nell’arte e nel paesaggio. La natura e’ stata generosa, ma non sempre siamo stati all’altezza, a volte abbiamo deturpato il dono ricevuto”. Un difetto dell’Itala, secondo Mattarella, e’ che non si e’ fatto sistema, “forse e’ l’autentico limite italiano quello di non riuscire a fare squadra, presi dalle nostre divisioni non di rado artificiose”. Il presidente della Repubblica, al termine del suo discorso ha lanciato un forte appello affinche’ si assicuri “la conoscenza della lingua italiana agli immigrati”. Mattarella ha sottolineato che dobbiamo “essere piu’ impegnati a promuovere e ad assicurare la conoscenza della lingua italiana agli immigrati che si insediano nel nostro territorio, ma anche nei paesi vicini, penso ai Balcani e al Sud del Mediterraneo, perche’ la lingua italiana puo’ essere strumento di pace e di amicizia”. Mattarella, concludendo, ha detto che la lingua italiana “puo’ essere un veicolo di integrazione tra i cittadini e le diverse comunita’ di immigrati insediati sul territorio nazionale. La lingua crea conoscenza e la conoscenza abbatte i muri e previene i ghetti”. (AGI) .
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