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Mattarella lancia il governo di servizio. Lega e M5S vogliono le elezioni

Lega e grillini vogliono le elezioni subito, e fissano da soli anche la data: l’8 luglio. Sergio Mattarella risponde: sarebbe un errore sia a luglio che in autunno, perché l’Italia finirebbe vittima degli attacchi speculativi internazionali, non potrebbe farsi valere nei consessi dell’Unione Europea e del G7, non potrebbe fare la finanziaria e porterebbe ad un aumento dell’Iva.

Il capo dello Stato parla per soli otto minuti, ma sono otto minuti che pesano.

Un governo di servizio

Ha appena chiuso il terzo giro di consultazioni (un record) registrando la totale assenza di un cambiamento sostanziale nelle posizioni dei partiti. Allora annuncia la nascita di un governo al di sopra delle parti, neutrale e di servizio,  che porti il paese non oltre il 31 dicembre, composto da personalità che non si presenteranno alle nuove elezioni, e che dia alle forze politiche la possibilità ed il tempo di trovare un accordo tra di loro e avviare una loro esperienza a Palazzo Chigi.

Insomma, dà alle forze politiche ancora del tempo, ma siccome non si può pensare che Paolo Gentiloni continui a governare quando non esiste più la maggioranza che lo ha portato a Palazzo Chigi, fa sapere che il governo super partes è l’unica soluzione possibile. Sta a questo punto ai partiti sfiduciarlo, assumendosene però la responsabilità.

D’estate no, e anche in autunno non va bene

Le elezioni in estate sono “sconsigliabili perché è difficile esercitare in estate il diritto di voto”, ed inoltre c’è bisogno di “tempi minimi” per permettere anche alle forze politiche minori di organizzarsi. Inoltre, in caso di ricorso alle urne, sarebbe “la prima volta nella storia repubblicana di una legislatura che termina senza neanche iniziare”. Quindi “scelgano i partiti”, e lo facciano “in Parlamento”, che è la sede propria del dibattito.

La fuga in avanti di Di Maio e Salvini

“Senza un governo politico la possibile data per votare è l’8 luglio”, ha detto Luigi Di Maio al termine di un incontro con Matteo Salvini. Questa la prima reazione dei due partiti che più hanno reclamato il conferimento di un incarico in queste settimane. “Governi tecnici alla Monti non sono possibili e per evitare che gli italiani perdano ancora 3-4 mesi di tempo sentendo parlare solo di legge elettorale, penso che la data dell’8 luglio sia quella più netta, più vicina, più efficace per dare finalmente un governo a questo Paese”, gli ha fatto eco il leader leghista.

Quella di M5S e Lega, insomma, è stata una fuga in avanti per dettare l’agenda politica prima che si esprimesse il Colle.

Mattarella ribatte, nessuna novità nemmeno stamattina

A Salvini e Di Maio il Capo dello Stato risponde indirettamente. “Tutte le indisponibilità di questi giorni sono state confermate questa mattina”, sintetizza, l’esito di questa crisi doveva essere che “necessariamente due partiti” si alleassero, ma “non è riuscito tra centrodestra e M5s, non ha avuto esito la proposta M5s di un governo solo con la Lega, si è rivelata impraticabile quello tra M5s e Pd”, mentre è stata “sempre affermata, da entrambe le parti, l’impossibilità di un’intesa tra centrodestra e Pd”. 

Lega e M5S insistono sul no

La Lega non è disponibile a sostenere un ‘governo neutrale’ come proposto dal capo dello Stato Sergio Mattarella. E’ quanto si apprende da qualificate fonti leghiste immediatamente  dopo il discorso del Presidente della Repubblica. 

Ugualmente l’M5s non voterà la fiducia ad un governo di questo tipo e reclama invece il ritorno al voto già in estate. Lo assicurano con pari tempismo fonti grilline.

Anche Giorgia dice no. Il Pd invece acconsente

“O un governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, per la prima volta in estate. Non c’è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini. Intanto ottiene l’appoggio di Giorgia Meloni: “Non ci saranno i voti di Fratelli d’Italia per un altro governo nato nei laboratori del Quirinale e incapace di dare risposte ai cittadini”.

Da parte sua, il Pd invece acconsente. “Non faremo mancare il nostro sostegno all’iniziava preannunciata ora dal Presidente”, fa sapere il Segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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