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Mattarella, non ci sarà una guerra di religione

Roma – “L’ansia, la paura vanno comprese e rispettate, nascono dal vedere la violenza del terrorismo di matrice islamista e questo allarme richiede una risposta seria da parte dello Stato, che deve riaffermare il suo impegno a garantire la sicurezza dei cittadini”. In un’intervista al Tg1, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna a parlare di terrorismo. Per il Capo dello Stato, “la pubblica opinione deve essere al corrente” di quanto si sta facendo in termini di prevenzione: “Si stanno mettendo in campo una quantita’ di azioni ed e’ importante anche che la paura non prevalga”, perche’, osserva ancora, se “i terroristi si rendessero conto che raggiungono questo obiettivo, sarebbero incentivati a continuare”.

“E’ una guerra, in un formato diverso e senza frontiere”, ma “la grande maggioranza delle sue vittime e’ di religione islamica, e basta questo per comprendere che non si tratta di una guerra di religione”, ha detto Mattarella, condividendo la parole di Papa Francesco. Per il Capo dello Stato “l’appello” affinche’ i musulmani preghino domenica nelle chiese “e’ molto significativo”. Quello di matrice islamica e’ “un terrorismo che cinicamente tenta di utilizzare la religione nella speranza impossibile di creare un conflitto tra religioni, ma questo – ribadisce – non avvera’ perche’ non asseconderemo questo piano”.

“Non possiamo e non dobbiamo stravolgere i principi della nostra civilta’, che sono frutto della storia e oltrettuto non servirebbe. Serve invece un’efficae azione anticipatrice, un’azione di prevenzione, di intelligence e polizia perfettamente compatibile con i diritti e la liberta’, superando le vecchie abitudini che ostacolano la condivisione delle informazioni e la cooperazione operativa”, ha poi ammonito il Presidente della Repubblica. (AGI)

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