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May premier britannica, prima donna dopo Thatcher 

Roma – Theresa May diventa oggi la seconda donna della storia a guidare il governo britannico. Sulle orme di Margaret Thatcher (1979-1990),ha davanti a se’ un compito arduo: non solo mettere in moto la Brexit (contro la quale lei, euroscettica, non si era esposta in primo piano) e ricucire la profonda divisione nel Paese. Ministro dell’Interno del governo conservatore uscente, May entra a Downing Street tre settimane dopo il voto dei britannici per uscire dall’Ue.

Dopo 26 anni torna a Downing Street un “first husband”

David Cameron sta per presentare le dimissioni alla regina Elisabetta II dopo aver risposto alle domande dell’ultimo ‘question time’ ai Comuni. Tocchera’ quindi alla May recarsi dalla regina, che le affidera’ il compito di formare il governo, un esecutivo che la stampa britannica prevede molto piu’ femminile che il precedente. Poi il nuovo premier, avuto appena il tempo di scarciare i bagagli a Downing Street insieme al ‘first husband’, Philip, annuncera’ il nuovo governo: o almeno il Cancelliere dello Scacchiere, il ministro degli Esteri e quello dell’Interno.

Per il resto della compagine -in cui dovra’ non solo remunerare chi le ha consentito di vincere la ‘corsa’ alla premiership, ma anche sapientemente bilanciare ‘brexiter’ e ‘remainer’- si dovra’ attendere probabilmente un paio di giorni. Nel rimpasto, alcuni dei posti di maggior spicco dovrebbero essere occupati proprio da donne. Tra i rumors, anche l’ipotesi che per la prima volta nella storia a tenere i ‘cordoni della borsa’ sara’ un donna (anche se in pole position al momento c’e’ l’ex ministro degli Esteri, Philip Hammond). Gia’ Cameron aveva lavorato a un maggiore bilanciamento tra i generi (sette donne ministro, un terzo del totale),ma la May andra’ ancora oltre.

Tra coloro che dovrebbero occupare un posto di rilievo, Amber Rudd, attuale ministro per l’Energia che potrebbe prendere il posto della May all’Interno, e Justine Greening, finora dedita allo Sviluppo internazionale; e ancora Harriett Baldwin, Margot James e Karen Bradley, che era con May al ministero dell’Interno, dove ha curato un progetto per frenare la schiavitu’ moderna. Non e’ chiaro se manterra’ alla Giustizia Michael Gove, con cui ha avuto una serie di scontri nel governo Cameron, e l’organizzatore del complotto pro-Brexit alla spalle di David Cameron. E’ probabile invece che tentera’ di unificare il partito, facendo entrare al governo alcuni dei protagonisti pro-Brexit, a cominciare da Boris Johnson. Quanto al suo compito piu’ delicato, mettere in moto la Brexit, una portavoce ha assicurato che si sta gia’ creando un nuovo ministero proprio per negoziare l’uscita britannica dall’Ue. “Brexit significa Brexit e vogliamo farne un successo”, ha detto May preannunciando pero’ che non chiedera’ l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona prima di fine anno. Lei vuole colloqui informali con i leader europei prima del prossimo Consiglio Ue, il 20 ottobre. A fine agosto comunque Hollande-Merkel- Renzi si vedranno all’Eliseo. (AGI) 

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