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Meningite, due morti in 24 ore in Toscana. L'epidemia che fa paura

Viareggio – E’ allarme meningite in Toscana, con due morti in 24 ore. Un’insegnante di Viareggio, Lilia Agata Caputodi 64 anni, è deceduta ieri all’ospedale di Livorno a un mese dal ricovero nel reparto di malattie infettive in seguito a complicazioni. Era stata ricoverata lo scorso 24 ottobre per una meningite pneumococcica purulenta dalla quale sembrava essersi ripresa. Nei giorni scorsi le sue condizioni si sono nuovamente aggravate. Sempre ieri ma a Firenze, a morire a causa della meningite C è stata una immigrata russa 45enne. La donna era arrivata all’ospedale di Santa Maria Nuova in gravissime condizioni. A seguito del decesso i sanitari hanno svolto una serie di accertamenti e tra questi anche l’esame di PCR, inviato al laboratorio di immunologia della AOU Meyer di Firenze che ha confermato la diagnosi di sepsi da meningococco di tipo C. 

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Perché l’epidemia fa paura 
La meningite in Toscana sta colpendo persone con età al di sopra dei 50 anni e in particolare intorno ai 58-60, considerati non a rischio e comunque non per il meningococco. Una delle spiegazioni per la preferenza di questa fascia di età sembra risiedere nel fatto che coloro che sono tradizionalmente più a rischio – e cioè bambini, adolescenti e anche giovani adulti – sono stati protetti con la vaccinazione contro il meningococco C, batterio che tende quindi a ‘spostarsi’ verso nuovi soggetti non immunizzati, come quelli appartenenti alle fasce  più alte di età. L’epidemia inoltre si sta protraendo più a lungo, coinvolgendo anche persone che non hanno niente in comune tra loro, in un periodo non particolarmente freddo come avviene invece con questo tipo di meningite. La Regione Toscana ha dato il via a una campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C, gratuita per tutti i cittadini tra i 20 e i 45 anni e adesso anche agli over 45 che vivono nelle province di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Degli oltre un milione di cittadini residenti nell’area più colpita e a cui è stato consigliato il vaccino, ha aderito però solo un numero pari o inferiore a 200.000. Quindi meno del 25% della copertura, vale a dire meno di una persona su quattro.

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Per approfondire:

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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