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Mentre gli italiani sono alla fame e si vedono negare i servizi di base, la politica preserva lo stato parassita pedofilo del Vaticano.

vaticano_full“Sono esentati dal versamento della Tasi soltanto i fabbricati della Chiesa indicati nei Patti Lateranensi”, si legge nel dl approvato dal governo Renzi. Così l’aumento dello 0,8 per mille del tributo sui servizi indivisibili non toccherà gli immobili del clero

“Il Commissario straordinario del Governo per il Comune di Roma è autorizzato ad anticipare alla gestione ordinaria del Comune l’importo – altrimenti dovuto in più rate e prevalentemente derivante dai tributi versati dai cittadini romani – di 570 milioni di euro, comprensivi quelli già erogati sulla base del decreto legge 151/2013 ritirato”. E’ questa la parte più importante del decreto Enti locali, approvato stamattina dal Consiglio dei ministri e in cui ci sono le norme del Salva-Roma per mettere in sicurezza le casse del Campidoglio. Ma che salvano dall’aumento della Tasi gli immobili del Vaticano. Contestualmente si dispone che il Comune di Roma prepari piani di rientro pluriennali dal debito, dettando i criteri per tale rientro corrispondenti a quelli introdotti in sede parlamentare”, si legge nel comunicato di palazzo Chigi, imponendo che “gli importi destinati al Comune di Roma con questo provvedimento non verranno considerati tra le entrate finali, rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, e consentiranno quindi di garantire l’equilibrio di parte corrente del bilancio di Roma Capitale per gli anni 2013 e 2014″. All’amministrazione guidata dal sindaco Ignazio Marino il compito di trasmettere “ai ministeri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze e alle Camere detto piano di rientro al fine di consentire la verifica della sua attuazione”.

Tutto a partire dall’applicazione delle “disposizioni finanziarie e di bilancio e i vincoli in materia di acquisto di beni e servizi e di assunzione di personale; operare una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle società partecipate; adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di spazzamento delle strade anche ricorrendo alla liberalizzazione; procedere, se necessario, alla dismissione o alla messa in liquidazione delle società partecipate che non risultino avere come fine sociale attività di servizio pubblico; valorizzare e dismettere quote del patrimonio immobiliare del comune”. Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche l’aumento della Tasi dello 0,8 per mille. “Per consentire le detrazioni sulla prima casa di cui hanno beneficiato le famiglie italiane nel 2012 l’aliquota massima della Tributo sui servizi indivisibili per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di immobili può essere aumentata complessivamente fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo”.

L’incremento può essere deliberato dai Comuni a condizione che il gettito relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all’abitazione principale in modo tale che gli effetti sul carico dell’imposta Tasi siano equivalenti a quelli dell’Imu prima casa”. Il versamento sarà con modello F24 e/o bollettino di conto corrente postale (per consentire all’Amministrazione finanziaria di disporre dei dati in tempo reale non è possibile utilizzare servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali). Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tasi e della Tari (tassa sui rifiuti) prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

Contributo ai Comuni. Per compensare il mancato gettito ai Comuni dovuto alla differenza tra l’aliquota Tasiprima casa (2,5 per mille) rispetto alla aliquota Imu (4 per mille) il contributo dello Stato di 500 milioni di euro per il 2014 attribuito ai Comuni dalla legge di stabilità viene incrementato di 125 milioni di euro. Il riparto della cifra è stabilito con un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’Interno, secondo una metodologia condivisa con l’Anci, tenendo conto dei gettito standard ed effettivi dell’Imu e della Tasi. È eliminato il vincolo di destinazione del contributo alle detrazioni, inizialmente previsto dalla legge di stabilità. Sono esentati dal versamento della Tasi soltanto i fabbricati della Chiesa indicati nei Patti Lateranensi (si tratta di circa 25 immobili destinati al culto ubicati a Roma). I terreni agricoli sono esclusi dal pagamento della Tasi”.

http://www.paesesera.it/Economia/Nel-decreto-Enti-locali-rispunta-il-Salva-Vaticano

Fonte

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