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Mercatino di Natale montato e smontato in una notte. Cosa è successo all'Auditorium di Roma?

Chi è capitato all’Auditorium Parco della Musica di Roma la sera di giovedì 7 dicembre, e ci è ripassato la mattina dell’8, potrà pensare di aver sognato. Di aver visto una quarantina di stand sotto ai portici ideati e costruiti da Renzo Piano, quelli che conducono all’ingresso dell’auditorium. Stand già illuminati e funzionanti che stamattina non c’erano più. Possibile? Un mercatino di Natale in allestimento con tanto di camion e furgoni pieni di merce per le bancarelle – abiti, libri merchandising di qualunque tipo – che la mattina dopo è sparito, volatilizzato.

Una performance di qualche illusionista americano? Macché, tutto vero, stand, furgoni e merchandising. Tutto arrivato e ripartito nell’arco di un pomeriggio e una notte. Motivi di sicurezza, gli stand non erano a norma. “Ma non c’entra nulla la sicurezza – racconta uno degli ambulanti che stamattina stava facendo i bagagli –  sembra che ci sia stata una disputa tra Santa Cecilia (cioè l’Auditorium, che gestisce il cartellone e la stagione dell musica classica, ndr) e i vertici della fondazione Musica per Roma (che gestisce la struttura e le altre programmazioni, ndr)”. Tesi che è cominciata a circolare tra i furibondi occupanti dei portici, ma che non trova al momento nessuna conferma.

Sta di fatto che la direzione del Parco della Musica ha prima autorizzato il grande mercatino di Natale, assegnando gli spazi esterni (quelli sulla distesa di asfalto e verde pubblico che fronteggia il bar e i negozi sotto ai portici), ma anche quelli sotto i portici, a ridosso della libreria e appunto dei negozi; e in una manciata di ore ci ha ripensato, chiedendo ai commercianti di fare le valigie.

Dopo qualche ora è arrivato l’ordine di sgomberare i portici entro le 16 di oggi, 8 dicembre. Niente mercatino, non lì almeno. Con buona pace (si fa per dire) dei commercianti che non solo avevano quasi finito di montare stand e bancarelle, ma anche pagato in anticipo la quota. Cosa succederà ora? Chi pagherà per l’incredibile dietrofront?

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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