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Merkel fa piangere bimba palestinese, e il web si 'ribella'

(AGI) – Berlino, 16 lug. – Angela Merkel e’ finita nel mirino di molti internauti tedeschi per la freddezza dimostrata nei confronti di una bambina palestinese, a cui ha comunicato che la sua famiglia potrebbe non ottenere asilo politico in Germania. E’ accaduto a Rostock, nel nord-est del Paese, dove la cancelliera partecipava a una delle riunione con i cittadini che il governo organizza periodicamente per ascoltarne i problemi. Reem, una bambina proveniente da un campo profughi in Libano e residente da quattro in Germania, ha raccontato sorridente e in ottimo tedesco la storia della sua famiglia, sollecitando la concessione di quell’asilo politico che permetterebbe al padre di ottenere un lavoro stabile e a lei di guardare a un futuro a piu’ lunga scadenza. La Merkel le ha risposto che quattro anni sono tanti ma ha aggiunto con franchezza che il Libano non e’ un Paese in guerra civile e la Germania non puo’ accogliere tutti i profughi palestinesi che arrivano da li’, altrimenti creerebbe un effetto calamita per decine di migliaia di altri. Insomma, una parte dei palestinesi dovra’ tornare in Libano. A quel punto Reem e’ scoppiata in un pianto e la cancelliera ha cercato di accicinarsi per accarezzarla, senza riuscire a consolarla.

Su Twitter e’ subito partito l’hashtag “Merkelaccarezza” e i commenti si sono divisi: molti si sono scagliati contro la durezza della cancelliera verso la bambina, altri le hanno dato atto di aver voluto essere sincera piuttosto che trincerarsi dietro parole di circostanza. Il moderatore del dibattito Felix Seibert-Daiker, un esperto di problemi dell’infanzia, ha difeso la Merkel, pur ammettendo che avrebbe preferito sentirla impegnarsi per dare asilo alla famiglia di Reem. “E’ stata umana, alla sua maniera”, ha commentato. (AGI) .

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