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Merkel-Hollande, Ue e' una "speranza" per i migranti

(AGI) – Roma, 3 set. – L’Ue cerca risposta “morale” che dia “speranza” ai migranti ma deve fare i conti con la pressione nazionalista dell’Ungheria e l’incertezza britannica. Dopo l’appello congiunto di Roma, Parigi e Berlino, la Commissione europea si prepara a chiedere agli Stati di dividersi l’accoglienza di altri 120mila profughi in aggiunta ai 40mila proposti a maggio. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, illustrera’ le nuove misure nel discorso sullo Stato dell’Unione mercoledi’ prossimo al Parlamento europeo, mentre i leader di Francia e Germania hanno preannunciato una proposta per una redistribuzione “obbligatoria e permanente” dei migranti. Da Budapest, “fino a nuova decisione”, non partiranno piu’ treni alla volta dell’Europa occidentale. L’unico treno carico di migranti partito stamane si e’ fermato a una quarantina di chilometri da Budapest. Il treno era diretto a Sopron, ma e’ stato fatto fermare a Bicske, vicino a uno dei maggiori centri di accoglienza del Paese. Molti immigrati si sono rifiutati di scendere, la polizia e’ intervenuta energicamente e ha isolato la zona, chiedendo ai media di allontanarsi. Il premier Viktor Orban e’ stato chiaro: non permettera’ ai migranti di lasciare l’Ungheria senza essersi prima registrati. “Se saremo costretti, innalzeremo una barriera fisica anche al confine con la Croazia”, ha affermato Orban, agitando la bandiera cristiana: “Non voglio un ampio numero di musulmani nel mio Paese”. E attaccando Berlino: l’emergenza e’ “un problema tedesco, non europeo” perche’ e’ la Germania il luogo dove vuole andare chi arriva dall’Europa. “La Germania fa cio’ che va fatto moralmente e giuridicamente. Ne’ piu’ ne’ meno”. Gli ha risposto da Berna Angela Merkel, che ha ricordato: “La Convenzione di Ginevra”, gli ha ricordato Merkel nel corso di una visita ufficiale a Berna, “si applica non solo in Germania ma in tutti gli Stati che vi hanno aderito”. La Germania si e’ detta pronta ad accogliere 800.000 richiedenti asilo nel 2015, quattro volte in piu’ rispetto allo scorso anno. E una gara di solidarieta’ e’ scattata tra le citta’ spagnole per accogliere i profughi: iniziative a Barcellona, Saragozza, Pamplona, Valencia, Malaga, La Coruna e Madrid. Aumenta il pressing sul premier britannico David Cameron, contestato tanto dal Partito laburista che da parlamentari conservatori, per le sue politiche, mentre 130mila persone hanno firmato una petizione on-line perche’ il Regno Unito fornisca asilo a un maggior numero di rifugiati. La Turchia continuera’ a tenere le porta aperte ai rifugiati, ha assicurato il governo, accusando l’Europa di aver trasformato il Mediterraneo in un “cimitero” di migranti. La polizia ceca ha smesso di segnare i profughi con un numero scritto sulla pelle, dopo le polemiche sulle scritte a pennarello tracciate sulle braccia. Da ora in poi, le autorita’ utilizzeranno “braccialetti con i dati di identificazione”. Intanto non si da’ pace Abdullah Kurdi, il padre dei due fratellini annegati insieme alla madre, la foto di uno dei quali e’ diventata l’emblema della tragedia. “Mi sono sfuggiti dalle mani”, ha raccontato ai giornalisti l’uomo ha rifiutato una offerta di asilo in Canada. Quella foto ha “scosso” David Cameron, che, stretto tra le critiche della stampa britannica e una fronda interna ai tories, in serata si e’ sbilanciato: la Gran Bretagna, ha detto, sta ospitando “migliaia di persone e prenderemo migliaia di persone, faremo di piu’, stiamo facendo di piu'”. L’Europa che accoglie fa perno, insomma, su Berlino, parigi e Roma. Merkel e il presidente francese, Francois Hollande, hanno concordato una “iniziativa” per un sistema di redistribuzione dei rifugiati “permanente e obbligatorio” fra gli Stati membri. “Ritengo che oggi cio’ che viene fatto non e’ piu’ sufficiente, ci sono Paesi che non si assumono i loro obblighi morali e quindi dovremo andare oltre”, ha dichiarato Hollande. La proposta franco-tedesca chiedera’ di “armonizzare le normative per attuare un sistema di asilo europeo, assicurare il rimpatrio dei migranti irregolari nei loro Paesi d’origine, e garantire il sostegno e la cooperazione necessari con i Paesi di origine e di transito”. Per la presidenza francese, “l’Ue deve agire in modo decisivo e conformemente ai suoi valori”. In particolare si sottolinea come sia un obbligo internazionale l’accoglienza dei profughi: “L’Europa deve proteggere quelli per cui rappresenta l’ultima speranza”, ha insistito l’Eliseo. .
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