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Messaggio di Sergio Staino per l’Uaar

Come già saprete, il nostro presidente onorario Sergio Staino è diventato un collaboratore del quotidiano dei vescovi Avvenire. Gli abbiamo chiesto di spiegare la sua scelta ai nostri soci e simpatizzanti. Commenteremo le sue considerazioni lunedì, al termine del Festival Laico-Umanista che ci vedrà impegnati da oggi a Senigallia. Perché siamo sicuri che sarà una bellissima occasione per tutti per confrontarsi su ragione e laicità.

“Voi potete andare in chiesa ogni giorno, voi potete ogni giorno confessarvi e comunicarvi, voi potete recitare quante preghiere volete, ma se assistete indifferenti alle miserie e alle ingiustizie che vi circondano, se nulla fate perché esse debbano scomparire, voi non avete nulla in comune con Cristo… voi non avete diritto di chiamarvi cristiani.”

Queste parole sono di Camillo Prampolini, socialista ed ateo, pronunciate nella predica di Natale del 1897 rivolta ai cattolici che uscivano dalla messa della vigilia.

A tanti anni di distanza mi sembra che le parole di Camillo siano germogliate bene e oggi è innegabile che dentro il poliforme movimento cattolico ci siano numerosissime persone che operano per la difesa e per il riscatto degli umili. Verso queste persone io nutro un sentimento di grande stima e gratitudine e mi interessa molto il dialogo con loro e la loro amicizia. Che siano credenti per me non è un problema, come non è un problema per loro che io sia inguaribilmente ateo. Per questo ho scelto di collaborare con Avvenire: è un giornale che per molti aspetti mi rappresenta, un giornale che pone un’attenzione particolare alle sofferenze del mondo, alle ingiustizie e alle guerre. Da questo punto di vista appaiono sulle sue pagine corrispondenze e commenti che avrei tranquillamente potuto ospitare sulle pagine della mia Unità. Ma oltre questi temi, di per sé importantissimi della giustizia sociale e dell’uguaglianza, vi è da condividere con molti di loro il crescente rispetto della laicità dello stato, punto fondamentale della nostra Associazione. Il resto, quei sentimenti spirituali molto intimi che riguardano la bioetica, sono molto lontani da noi. Ciò non significa però che non sia nostro dovere di cittadini laici ed iscritti all’UAAR di rispettarli e di contestarli solo quando questi sentimenti si trasformano in proposte legislative. Anche su questo piano la Chiesa non è più quella di un tempo e il nostro atteggiamento deve tenerne conto se non vogliamo rimanere ancorati a una visione sclerotica e antiquata della società cattolica.

Aggiungerei due parole sulle mie strisce perché, come vedrete, hanno come protagonista un Gesù molto molto umano: ha le sembianze di mio figlio ventenne con un Giuseppe che è il mio personaggio Bobo e una Maria che è la moglie di Bobo un po’ invecchiata. Quindi un Gesù terreno, storicizzato, che si muove in un ambiente surreale che va dalla Palestina dell’anno zero all’Italia e al mondo di oggi.

Che Avvenire abbia accettato le mie strisce è per me un grande segno di intelligenza e di forza di questo giornale e del suo direttore Marco Tarquinio, e l’Associazione che ho il piacere di presiedere ad honorem spero sappia cogliere questa mia scelta come un’occasione di dialogo sereno e paritetico tra forze filosoficamente lontane ma unite dalla voglia di far crescere la giustizia sociale in questo mondo disastrato.

Con la speranza di strapparvi un qualche sorriso vi invio due delle strisce di Hello, Jesus! in cui si parla, per l’appunto, di noi atei.

Un caro saluto di buon lavoro a tutti i congressisti.

Sergio Staino

 

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