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Messico: inchiesta sconfessa governo su 43 studenti bruciati

(AGI) – Citta’ del Messico, 6 set. – In Messico un’inchiesta indipendente ha sconfessato la versione ufficiale del governo sull’uccisione dei 43 studenti scomparsi lo scorso settembre a Iguala. Secondo gli esperti della Commissione Inter-americana per i diritti umani “non c’e’ alcuna prova a sostegno” delle conclusioni dell’indagine governativa secondo cui i giovani furono uccisi da una banda criminale che ne brucio’ i corpi e li getto’ in una discarica. Il rapporto di quasi 500 pagine della Commissione cita il parere di un esperto peruviani di incendi che spiega di non aver trovato alcun elemento che convalidi la teoria che anche un solo cadavere sia stato bruciato nella discarica di Cocula, perche’ in questo caso anche la vegetazione e i rifiuti circostanti sarebbero andati distrutti. A dicembre il procuratore generale aveva affermato che gli studenti furono rapiti da agenti della polizia municipale e consegnati a membri del cartello narcos Guerreros Unidos, citando le confessioni di alcuni criminali. In particolare i corpi sarebbero stati lasciati ad ardere per 14 ore e poi gettati in un vicino fiume. I resti bruciati di un solo studente sono stati rinvenuti in una borsa gettata nel fiume. Il caso ha suscitato un’ondata di indignazione nel Paese con una forte polemica che ha investito il presidente, Enrique Pena Nieto. I familiari delle vittime non hanno mai accettato la versione del governo e hanno chiesto di proseguire le ricerche degli studenti che si trovavano a bordo di un pullman diretto a una manifestazione per contestare il sindaco di Iguala. .
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