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«Mi chiamava il mio piccino quel prete era malato di sesso»

10592765_264546550402343_667475255232347900_nLo sfogo: «Non cerco vendetta,né fama, voglio la verità»

NON CERCA fama. Non cerco vendetta. Né soldi. Solo verità. E non per me. Non sono più il bambino che in quell’uomo di Dio vedeva un padre. Voglio solo che non succeda ad altri ragazzini: orfani, senza difesa, senza voce. E’ per loro, che ho trovato il coraggio di denunciare». Guarda negli occhi,il ragazzo del Brasile, mentre racconta. Il tono è teso. Agita le mani, mentre si chiede “perché, perché, un prete fa certe cose, con un bambino”. «Non dovrebbe farle, no?». E poi, scuote la testa. La bocca si fa secca,gli occhi guardano lontano. Ieri il ragazzo del Brasile ha raccontato la sua verità alla procura di Savona che per il momento si è limitato ad aprire un fascicolo senza indagati. C’è già stato, nel Savonese, il ragazzo del Brasile. Era più giovane. E’ stato, il suo, un viaggio terribile: l’ultimo di una serie di abusi, che gli ha aperto finalmente gli occhi. «Tre preti, in quella missione, mi hanno abusato – racconta – ed uno, in particolare, ha continuato a farlo per anni. Io non capivo,no:quando mi toccava. Io mi fidavo. Gli volevo bene. E ce ne ho messo, di tempo, per rendermi conto della violenza, della verità». Aveva provato, a denunciare,il ragazzo del Brasile. Non era successo niente. «Io lo dicevo, lo raccontavo… ma loro, i preti, si coprivano l’uno con l’altro». Nessuno crede ad un bambino di strada. Nessuno. La forza di dire basta, l’ha trovata solo ora. Ora che è uomo. E padre. E che ha saputo, sconvolto, che gli abusi erano toccati anche ad un fratello,piccolino. «Non deve succedere più. Non deve succedere ad altri bambini». Racconta la sua verità,con forza. Racconta dell’infanzia rubata, del tentativo di suicidio. E Francesco Zanardi, che ci è passato, che l’abuso, da un altro prete, l’ha subito, gli crede: «Sarà la giustizia,a dire se la denuncia è vera oppure no:io mi ci ritrovo. E quando mi ha cercato,per chiedere aiuto, ho detto di sì. Se quel che dice è vero, allora ci sono altre vittime: e c’è un pedofilo da fermare». Zanardi parla, il ragazzo del Brasile lo guarda, e si porta le mani alla testa, battendo il dito sulla tempia: «Io giuro che è così: quell’uomo è malato. Non sa quel che fa. Io credo in Dio. E Papa Francesco dice che si deve denunciare. Chiedo solo questo: verità. Lo devo a tutti quei bambini che potrebbero finire come me, violati, nella stessa missione». Racconta dettagli tremendi: di come lo chiamasse sempre“il mio piccino”,quel prete, anche quand’era diventato grande. «Lui mi voleva sempre bambino». E di come lo chiamasse bastardo, durante il sesso: «Non sapevo cosa volesse dire. Venne una suora italiana, un giorno. Dissi le parole che lui mi diceva. Lei impallidì. Capii, allora, il vero significato. Quel padre non mi voleva bene….»

SONDRA COGGIO Il Secolo XIX Albenga

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