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Migranti, 430mila arrivi nel 2015; linea dura del premier ungherese Orban

(AGI) – Roma, 11 set. – Un’ondata inarrestabile di migranti, 432mila dal Mediterraneo in Europa solo nel 2015, e un triste record di vittime, 2748 secondo gli ultimi tragici dati dell’Oim.

Dall’Ungheria il premier ultraconservatore Viktor Orban serra le fila e mostra i muscoli all’Europa, minacciando l’arresto dei migranti che varcano i confini e sollecitando Bruxelles a mobilitare risorse umane, guardie di confine a difesa della frontiera greca con la Turchia. “Se la Grecia non ne e’ capace”, ha insistito, “dobbiamo farcene carico noi, altrimenti il problema si spostera’ in Ungheria, in Austria e in Germania”.

In Ungheria un italiano di 52 anni e’ stato arrestato mentre trasportava illegalmente 33 siriani, tra cui due donne, a bordo di un furgone diretto probabilmente in Germania. Budapest, insieme alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia, ha anche ribadito il no all’introduzione di quote obbligatorie e permanenti di distribuzione dei rifugiati, mentre l’Onu ha chiesto agli Usa uno sforzo maggiore rispetto all’accoglienza annunciata di 10.000 profughi.

La Polonia, pero’, starebbe rivedendo le sue posizioni e non dovrebbe mettersi di traverso lunedi’, quando si riuniranno i ministri Ue degli Affari interni sul meccanismo straordinario di redistribuzione di 120mila migranti e il meccanismo permanente in caso di nuove crisi. C’e’ poi il no della Danimarca, che ha confermato che non partecipera’ alla redistribuzione.

Da Bruxelles trapela ottimismo per “un accordo di principio” sulla proposta della Commissione europea di redistribuire 120 mila richiedenti asilo da Italia, Grecia e Ungheria all’interno dell’unione. Lunedi’ i ministri degli Esteri Ue approveranno lo schema di redistribuzione di 40mila richiedenti asilo proposto a maggio dalla Commissione.

La proposta di contributi finanziari al posto di assistenza ai richiedenti asilo non piace comunque agli Stati membri. L’Ungheria si e’ offerta di ospitare una conferenza tra l’Unione Europea e i Paesi dei Balcani che non ne fanno parte dedicata alla grave crisi in atto, nella giornata in cui la Bbc ha diffuso un video che mostra migranti trattati “come animali” e ai quali vengono lanciate porzioni di cibo dai poliziotti che cercano di contenere le folle, nel campo profughi ungherese di Roszke, non lontano dal confine della Serbia.

Intanto ha chiesto scusa per il suo gesto Petra Laszlo, la cameraman ungherese ripresa in un video mentre sgambetta profughi siriani. Il flusso dei migranti sembra inarrestabile: circa 12.000 sono arrivati nelle ultime 24 ore nella localita’ di frontiera austriaca di Nickelsdorf, al confine con l’Ungheria, e la polizia ha chiuso una autostrada, la A4, “per ragioni di sicurezza”. Dalla Grecia sono entrati in Macedonia circa 7.600 rifugiati in un giorno e in Macedonia. La Germania ha allertato 4.000 soldati per il prossimo fine settimana aiutare a gestire i flussi .

Da Bruxelles e’ arrivata oggi una prima risposta alla crisi che potrebbe essere considerata “una situazione straordinaria in relazione alle regole del patto di stabilita’ e crescita” come ha annunciato al termine della prima giornata dell’Ecofin informale il presidente di turno lussemburghese, il ministro delle Finanze Pierre Gramegna. (AGI)

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