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Migranti: accordo a meta' in Ue, si tratta su ricollocamento

(AGI) – Bruxelles, 14 set. – Accordo a meta’ fra i ministri degli interni Ue sul piano per affrontare l’emergenza immigrazione. Se da un lato c’e’ il via libera sulla realizzazione degli hotspot, sulla politica dei rimpatri e sul rafforzamento di Frontex, alcuni paesi non hanno voluto sottoscritto ere l’impegni o alla redistribuzione di 120mila profumi. “Serve un ulteriore sforzo”, ha detto il ministro francese Bernard Cazeneuve. In un tweet il governo lussemburghese, presidente di turno, ha parlato di “accordo di principio” sul ricollocamento di 120mila migranti con la possibilita’ che il tutto venga adottato al Consiglio Esteri di Lussemburgo l’8 ottobre. Nessun dettaglio sulle quote e sulle modalita’ di redistribuzione. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano non cambia idea e al termine del Consiglio straordinario che ha affrontato l’emergenza profughi ha ribadito che “per le cose che interessavano a noi e’ andata bene”. “E’ stata largamente condivisa anche la scelta di una seconda tranche di riallocazione nel resto d’Europa” di 120 mila migranti, che porta a “oltre 40 mila migranti che potranno andare via dall’Italia”. Ancora, ha sottolineato, c’e’ “l’impegno a una responsabilita’ forte dell’Europa sui rimpatri, e anche che Frontex si faccia carico di rafforzare l’intervento europeo”. Insomma, secondo Alfano “alla fine entra in crisi Dublino, quello che piu’ ci aveva influenzato in questi anni”. Come e’ successo per il primo piano da 40 mila rifugiati da redistribuire da Italia e Grecia, anche per questo secondo schema da 120 mila persone “c’e’ stata prima una decisione politica, poi altre riunioni per mettere nero su bianco I dettagli e le quote di distribuzione a livello nazionale: il consenso e’ larghissimo”. Secondo Alfano, “un’Europa che decide con forte leadership politica di prendere 120 mila rifugiati da pochi paesi e redistribuirli e’ una cos ache non ha precedenti”. Quanto alla capacita’ dell’Italia di fare la sua parte nella realizzazione degli “hotspot” per la registrazione e l’identificazione dei profughi, “noi abbiamo nel nostro paese in questo momento 97 mila migranti, in un paese con 60 milioni di abitanti: siamo nelle condizioni di organizzare al meglio sia l’accoglienza che la riallocazione negli altri paesi”. In ogni caso, ha detto, “ci sono tre cose che si tengono: il sistema delle riallocazioni nel resto dell’Europa, la questione degli hotspot e i rimpatri: se le cose vanno in parallelo, non abbiamo da perdere tempo”. (AGI) .
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