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Migranti, al Brennero 'tregua' in attesa dei soldati

Passo del Brennero (Bolzano) – Prima gli scontri tra attivisti italiani e polizia austriaca, poi la tregua. A Passo del Brennero la situazione e’ tornata alla normalita’ in attesa dell’annunciato arrivo dell’esercito austriaco che “sorvegliera’” il proprio confine per evitare l’ingresso di migranti che, arrivati via mare in Italia, dovessero cercare di entrare in Austria. I controlli restrittivi delle autorita’ di Vienna sembrano ormai prossimi. Ai 1.370 metri di Passo del Brennero, che nella storia ha ricoperto un importante ruolo tra l’Europa settentrionale e quella meridionale, la vita scorre regolarmente ma c’e’ preoccupazione. E il timore maggiore che esprime la popolazione del comune piu’ a nord d’Italia con la chiusura del confine austriaco e’ che centinaia, se non migliaia, di profughi stanzieranno senza una meta.

Ovviamente l’arrivo in massa dei migranti, atteso gia’ dalla prossime settimane via mare, si ripercuotera’ sul turismo gia’ precario e che negli ultimi anni si e’ un po’ ripreso grazie alla presenza di un grande centro commerciale outlet e di qualche negozietto prevalentemente di alimentari. Al Brennero la comunita’ e’ ridotta. Una chiesa, un supermercato, nessuna struttura ricettiva, una stazione ferroviaria ad oggi sovradimensionata e poco spazio per allestire tende o centri di accoglienza temporanei. In territorio italiano la situazione e’ tranquilla. Sul versante opposto, due auto della polizia austriaca sono posizionate qualche metro dopo il cartello stradale che informa gli utenti che si e’ entrati in Austria. Proprio oggi il ministro della Difesa di Vienna, Hans Peter Doskozil, ha ribadito che “di fronte a cifre allarmanti saranno prese delle precauzioni con controlli piu’ restrittivi e con l’esercito pronto ad intervenire”. Il contingente militare pronto ad intervenire e’ composto da alcune centinaia di uomini e, in caso di necessita’, il numero dei soldati non verrebbe aumentato. A confermare le intenzioni del governo austriaco anche il ministro degli Interni, Johanna Mickl Leitner.

In Alto Adige oltre alla preoccupazione per le cause che potrebbero portare la chiusura del confine sia a livello comunitario che economico, in una buona parte della popolazione c’e’ sofferenza sotto l’aspetto etnico. Il partito secessionista della destra sudtirolese, Suedtiroler Freiheit, questa mattina e’ tornato all’attacco affermando, con uno slogan significativo (“meno Italia, piu’ Bolzano”), che Bolzano e tutta la provincia dovrebbero tornare ad essere piu’ tedesche e meno italiane. Il presidente altoatesino Arno Kompatscher durante il consueto incontro con la stampa del martedi’ ha precisato di “non condividere quando sta facendo Vienna”. Giovedi’ e’ atteso a Bolzano il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz. (AGI) 

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