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Migranti, arrestato un italiano Portava 33 profughi in Ungheria

(AGI) – Roma, 11 set. – La polizia ungherese ha arrestato nei pressi del lago Balaton un 52enne italiano per il trasporto illegale di 33 siriani. Lo rende noto il portavoce della polizia della contea di Veszprem, secondo il quale tra i 33 siriani ci sono anche due donne. Il veicolo con i migranti, secondo quanto si apprende, era diretto in Germania.

AUSTRIA – Intanto circa 12.000 migranti sono arrivati nelle ultime 24 ore nella localita’ di frontiera austriaca di Nickelsdorf, al confine con l’Ungheria, e la polizia ha chiuso una autostrada, la A4, “per ragioni di sicurezza”. Tra la mezzanotte e le 6 sono arrivate 3.670 e circa 8.000 nella giornata di giovedi’.
  La A4, nella provincia orientale di Burgenland, e’ rimasta chiusa in entrambe le direzioni per 90 minuti. Successivamente e’ stata riaperta soltanto nella direzione verso l’Ungheria. Il direttore della polizia regionale del Burgenland, Hans Peter Doskozil, ha denunciato che i servizi di assistenza sono giunti “al limite delle loro possibilita’”.

Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, in una intervista a ‘La Stampa’, chiede all’Europa di aprire i suoi confini: “elogio la leadership e la solidarieta’ mostrata dagli europei, ma, nello stesso tempo, vista la gravita’ e la scala della crisi, mi aspetto che facciano di piu’ per proteggere chi fugge dalla guerra. Bisogna ricordare che nel passato anche i popoli europei sono stati beneficiati dalle migrazioni, alla ricerca di liberta’ e opportunita’ migliori. Ora che sono diventati l’economia piu’ grande e ricca del mondo, speriamo che mostrino la loro solidarieta’ globale e una leadership compassionevole. Percio’ sollecito i leader europei ad aprire i confini e dare la necessaria assistenza umanitaria per salvare queste vite, mostrando compassione”. Ban Ki Moon guarda “con grande eccitazione” alla prossima visita del Papa all’Assemblea generale dell’Onu. “Sono grato al Papa” per la sua enciclica sull’ambiente. Riguardo i negoziati di Parigi, Ban Ki Mon e’ preoccupato perche’ “procedono troppo lentamente. La nuova agenda per lo sviluppo sostenibile comprende 17 obiettivi molto visionari e trasformativi. Se verranno applicati entro il 2030 potremo sradicare la poverta’, realizzare la parita’ tra uomini e donne, garantire l’istruzione a tutti i bambini in eta’ scolare, proteggere la biodiversita’, avere citta’ sostenibili, offrire assistenza umanitaria, igiene e sanita’ a tutti. Mi aspetto che i Paesi membri li rendano obbligatori, per costruire finalmente un mondo in cui nessuno verra’ lasciato indietro”.

RENZI, ORGOGLIOSI DEL LAVORO CHE ITALIA FA DA MESI – “Siamo fieri e orgogliosi del modo con il quale in Austria, in Germania, e altrove, i nostri conazionali europei, i nostri fratelli europei, hanno accolto i fratelli rifugiati. Noi lo stiamo facendo da mesi ormai”. Lo scrive su ‘Repubblica’ il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Per Renzi occorre “superare Dublino. Giusto che gli hotspot siano gestiti a livello europeo, ma cio’ sara’ possibile solo se ogni paese accogliera’ un certo numero di ospiti (quote) e i rimpatri per chi non ha diritto di asilo veranno organizzati dalle Ue e non dai singoli Stati”. Renzi prosegue: “L’Italia ha sottovalutato il peso delle proprie iniziative in Libia e Siria. Non basta cacciare un dittatore o bombardare un nemico se poi non si vince la sfidaeducativa, culturale, economica in quei Paesi e, dunque, la sfida politica. In Medio Oriente, certo. Ma anche in Libia, ad esempio. Occorre maggiore attenzione all’Africa. L’Europa si e’ concentrata negli ultimi anni molto sull’allargamento a est, ottenendo risultati altalenanti. Personalmente credo che oggi sia un dovere morale proseguire nell’allargamento, cominciando da Serbia e Albania. Ma e’ anche arrivato per l’Europa il momento di fare un focus sul Mediterraneo, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione (cooperazione internazionale, aiuti allo sviluppo, moral suasion) a cominciare dal prossimo summit di Malta dell’11 e 12 novembre tra i Paesi della Ue e africani”.(AGI) .

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