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Migranti: bimbo morto, cresce pressing Cameron anche tra Tory

(AGI) – Londra, 3 set. – Aumenta il pressing sul premier britannico David Cameron, contestato tanto dal Partito laburista che da parlamentari conservatori, per le sue politiche nei confronti dei migranti, dopo la foto del bimbo siriano ritrovato morto su una spiaggia turca. E intanto, oltre 130mila persone hanno firmato una petizione on-line, che potrebbe dibattersi in Parlamento, perche’ il Regno Unito fornisca asilo a un maggior numero di rifugiati. Solo mercoledi’ Cameron aveva dichiarato che la risposta alla crisi non puo’ essere accogliere sempre piu’ rifugiati, ma portare pace e stabilita’ in Medioriente., una risposta giudicata da molti inadeguata di fronte alla crisi. Tutti i quotidiani britannici, con poche eccezioni, anche quelli estremamente critici contro i migranti, pubblicavano stamane a tutta pagina con parole di fuoco la foto del bimbo. “Piccola vittima di una catastrofe umana”, per il Daily Mail, che ha anche ricostruito la storia del piccolo: insieme ai genitori, e a un fratello di due anni puiu’ grande, era fuggito da Kobane, l’enclave curda che e’ stata teatro per settimane di assalita dall’Isis, arrivato in Turchia un anno fa e che due giorni fa si era imbarcato su un gommone. “Insopportabile”, per il Daily Mirror. “Se questa immagine di straordinaria potenza di un bambino siriano trascinato a riva su un spiaggia non cambiera’ l’approccio europeo ai profughi, allora cosa’ potra’ riuscire a farlo?”, l’interrogativo dell’Independent. Anche il tabloid e giornale piu’ letto del Regno Unito, Il Sun, che all’inizio dell’anno aveva scatenato violenti polemiche per aver paragonato i migranti a “blatte”, ha usato tutta la prima pagina per intimare al premier che “l’estate e’ finita”: “devi far fronte alla peggiore risi di fronte all’Europa dalla Seconda Guerra Moondiale”. Il pressing su Cameron monta anche all’interno del suo partito: Nicola Blackwood ha chiesto un atteggiamento piu’ compassionevole da parte del governo: “Non possiamo essere la generazione che fallisce questo test di umanita’, dobbiamo fare tutto quello che possiamo”. E il suo collega, Nadhim Zahawi, ha espresso su Twitter il suo dolore: “Vergogna. In Siria abbiamo fallito. Mi spiace piccolo angelo, riposa in pace”. Dall’inizio della guerra in Siria, la Gran Bretagna ha concesso asilo a circa 5mila persone; e poi ne ha accolti 216 nell’ambito di un programma Onu di ricollocazione per i siriani vulnerabili. Con il governo sulla difensiva, il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha sentito il dovere di apparire in televisione per difendere quello che ha definito “il ruolo guida” della Gran Bretagna nel rispondere alla crisi: “Quel che dobbiamo fare per aiutare queste famiglie disperate e’ interrompere questo traffico criminale di essere umani, battere l’Isis e fare in modo che l’aiuto arrivi loro”. Osborne ha anche voluto ricordare l’aiuto dato dal governo ai siriani, 900 milioni di sterline dal 2012 alle agenzie Onu e ong che stanno aiutando i siriani, la gran parte in Siria, Libano e Giordania. Di fronte al montare delle polemiche, a meta’ pomeriggio Cameron si e’ detto “da padre profondamente scosso” e ha affermato che si prendera’ tutte le “responsabilita’ morali” nell’emergenza migranti in corso. Intanto, oltre 130mila persone hanno firmato una petizione on-line perche’ il Regno Unito fornisca asilo a un maggior numero di rifugiati: una petizione che denuncia l’esecutivo per non offrire asilo ai rifugiati al livello di altri Paesi europei. Anche il Financial Times ha duramente criticato, con un editoriale, l’approccio dei Tory al problema dei richiedenti asilo e dei rifugiati, definendolo “un calcolo sbagliato”.Una mossa che potrebbe avere due conseguenze molto negative per il governo conservatore. Innanzi tutto, “potrebbe danneggiare Cameron nello scenario internazionale”, in un contesto europeo dove, secondo l’Eurostat, nel 2014 la Gran Bretagna ha dato asilo a sole 10mila persone, contro le 40mila della Germania, le 30mila della Svezia e le 21mila dell’Italia. Secondariamente, Cameron “rischia anche di alienarsi i Paesi del Medio Oriente”, chiudendo le sue frontiere ma dicendo anche a Giordania e Libano, nonche’ alla Turchia, di aprire le porte a milioni di siriani. “Un approccio generoso alla questione dei rifugiati -e’ la sintesi del prestigioso quotidiano finanziario- e’ la giusta presa di posizione morale”. (AGI) .
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