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Migranti: costi fine Schengen per paese, in tutto 2,5-5,1 mld

(AGI) – Bruxelles, 20 giu. – Quanto costa sospendere Schengen, ripristinare tutti i controlli alle frontiere e dire addio, in nome di una migliore gestione dei flussi migratori, alla libera circolazione delle persone? Il Parlamento europeo fa i conti, e se complessivamente il costo dovrebbe variare dai 2,5 miliardi di euro l’anno ai 5,1 miliardi di euro tra nuovo personale, blocco del traffico merci e passeggeri per i controlli di rito, le cifre vengono dettagliate anche a seconda di quali frontiere vengono riattivate. Infatti, sottolinea lo studio del Parlamento, le cifre variano a seconda della lunghezza dei tempi di attesa a seconda che si tratti di auto passeggeri (10 euro all’ora a veicolo),auto di pendolari transfrontalieri (12 euro l’ora a veicolo) o auto usata per viaggi d’affari (30 euro l’ora a veicolo),o autobus (100 euro l’ora a vettura). Ma cambiano anche seconda delle singola frontiera chiusa, perche’ non e’ detto che l’area Schengen possa essere paralizzata tutta allo stesso tempo. Ecco quindi, quanto costa la chiusura delle frontiere, Paese per Paese.
In Danimarca la chiusura di tutte le frontiere costerebbe all’area Schengen 70 milioni di euro l’anno, ridotto a 44 milioni l’anno con la sola chiusura del confine con la Germania. Dalle politiche danese Copenhagen perderebbe 19 milioni di euro, mentre ci sarebbero costi extra di 17 milioni per Berlino e 2,4 milioni per i Paesi Bassi. Se fosse l’Austria a chiudere tutte le frontiere, l’intera area Schengen avrebbe ricadute complessive per 376 milioni di euro l’anno, ma di appena 19 milioni di euro in caso di chiusura delle sola frontiera con la Slovenia. Ancora, un ripristino di tutti i controlli in Francia avrebbe un impatto di 670 milioni di euro l’anno, mentre la sospensione del codice Schengen in Belgio costerebbe 207 milioni di euro ogni anni. E la Germania? Con tutti i confini chiusi ci sarebbero costi extra oltre un miliardo di euro, il 43% dei quali a carico dei tedeschi, e l’11% in conto agli olandesi. Solo la chiusura della frontiera tedesco-austriaca costerebbe 168 milioni l’anno. In questo particolare scenario (frontiere chiuse tra Austria e Germania),la Germania perderebbe 76 milioni di euro l’anno, ma ci sarebbero perdite economiche anche per Austria (51 milioni l’anno) e Italia (30 milioni l’anno).
Secondo i servizi del Parlamento europeo nuovi controlli alle frontiere svedesi costerebbero al sistema Schengen 69 milioni di euro l’anno, soprattutto a Svezia (33 milioni),Norvegia (14 milioni) e Danimarca (11 milioni).
La sola chiusura delle frontiere tra Svezia e Danimarca avrebbe invece impatti dimezzati, nell’ordine di 34 milioni di euro l’anno. Infine la Norvegia, Paese non Ue ma dentro Schengen: il ripristino dei controlli alla frontiere norvegesi costerebbe all’area di libera circolazione 32,5 milioni di euro l’anno. (AGI)
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