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Migranti: Croazia nuova porta Ue Ungheria arresta 367 profughi

(AGI) – Roma, 16 set. – Respinti dal ‘muro’ di filo spinato al confine tra Serbia e Ungheria, i migranti e rifugiati in fuga da fame e guerre che dilaniano il Medio Oriente, hanno trovato un’altra porta d’accesso all’Ue. All’alba, e’ arrivato alla frontiera tra Serbia e Croazia un primo pullman di migranti: circa 30-40 persone, la maggior parte siriani e afghani, sono giunti nella citta’ di Sid, in Serbia, intenzionati a passare la frontiera con la Croazia e dirigersi poi verso la Slovenia.

Nelle ore successive decine di migranti sono stati intercettati nei campi di grano della zona e sono stati portati a Tovarnik per essere registrati. Il premier croato, Zoran Milanovic, ha dato subito la linea, parlando ai parlamentari a Zagabria: la Croazia, ha detto, e’ “pronta a ricevere queste persone o indirizzarle dove vogliono andare”, ha detto dinanzi al Parlamento. “Potranno attraversare la Croazia e li aiuteremo”. “Il filo spinato nell’Europa del 21esimo secolo – ha aggiunto, chiaramente rivolto, ai suoi vicini ungheresi- non e’ la risposta, ma una minaccia”.

Intorno a mezzogiorno, il ministro dell’Interno Ranko Ostojic ha comunicato che erano 277 quelli entrati fino a quell’ora in Croazia dalla Serbia. Ma per migranti arrivati in Croazia, gia’ stremati da settimane di cammino, si profila adesso un altro rischio: incappare in qualcuna delle mine lasciate nella zona orientale del Paese, durante gli intensi combattimenti avvenuti negli anni tra il 1991 e il 1995 in cui il Paese si separo’ dalla Jugoslavia: per evitare nuove tragedie, il governo di Zagabria ha gia’ inviato sminatori. Dall’altro lato del confine, dopo aver chiuso il principale corridoio della rotta balcanica e aver fortificato il confine serbo con il filo spinato per oltre 100km, l’Ungheria ha cominciato le misurazioni per proseguire la barriera lungo la frontiera con la Romania.

Da Vienna, dove ha incontrato il suo omologo austriaco Heinz Fischer, il presidente Sergio Mattarella, ha ammonito che per governare il fenomeno serve “una gestione comune dell’Unione” e “un’assunzione di responsabilita’”. A Francoforte invece hanno parlato i vertici tanto della Bce (il ‘numero’ due di Mario Draghi, Vitor Constancio) che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Constancio ha osservato che l’Europa, la cui popolazione invecchia, e’ impegnata in una sorta di “suicidio demografico” al quale i migranti, con la loro forza lavoro, possono mettere un freno.

Weidmann ha aggiunto che l’afflusso di rifugiati e’ una sfida per la Germania, ma anche “un’opportunita’”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, pero’ non la pensa cosi’: “In questo momento non e’ l’immigrazione che puo’ risolvere i nostri problemi: abbiamo bisogno innanzitutto di ridare lavoro agli italiani”. (AGI)

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