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Migranti: duri scontri in Ungheria, lacrimogeni e cannoni d'acqua

(AGI) – Budapest, 16 set. – Respinti dal ‘muro’ di filo spinato al confine tra Serbia e Ungheria, i migranti e rifugiati in fuga da fame e guerre che dilaniano il Medio Oriente, hanno trovato un’altra porta d’accesso all’Ue. Il premier croato, Zoran Milanovic, ha comunicato che intorno a mezzogiorno 277 profughi erano gia’ entrati in Croazia dalla Serbia.

Ma in centinaia non si sono ancora rassegnati a non entrare in Ungheria e la polizia magiara ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro un gruppo di migranti che tentavano di superare la barriera al confine con la Serbia.

Centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa, sostenuti da unita’ speciali anti-terrorismo con mezzi blindati, hanno respinto i migranti al di la’ della recinzione. Secondo un funzionario Onu presente sul posto, i migranti non hanno sfondato la recinzione.

Resta il fatto che Budapest ha chiesto alle autorita’ serbe di intervenire contro i migranti che lanciano oggetti contro la polizia ungherese. Intanto i primi 250 profughi si sono convinti a farsi trasportare nel centro di accoglienza serbo di Kanjiza.

In Ungheria e’ arrivata la prima condanna per un migrante (iracheno) arrestato per essere entrato illegalmente nel Paese, secondo la nuova legge entrata in vigore il 15 settembre.

Anche la Slovenia ha fatto sapere che introdurra’ temporaneamente controlli alla frontiera con l’Ungheria, mentre Budapest ha cominciato le misurazioni per proseguire la barriera lungo la frontiera con la Romania, nonostante il moltiplicarsi degli appelli contro i muri, come quelli di oggi lanciati dall’Ue e dalla Chiesa.

Le autorita’ croate si sono dette pronte a ricevere i migranti a o a indirizzarli dove vogliono andare”, ha detto dinanzi al Parlamento. “Potranno attraversare la Croazia e li aiuteremo”. Ma i rifugiati che arrivano in Croazia corrono il rischio di incappare in qualcuna delle mine lasciare nella zona orientale del Paese, durante gli intensi combattimenti avvenuti negli anni tra il 1991 e il 1995 in cui il Paese si separo’ dalla Jugoslavia: per evitare nuove tragedie, il governo di Zagabria ha gia’ inviato sminatori.

In Austria, circa 1.000 migranti si sono messi in marcia a Salisburgo verso il confine tedesco dopo aver atteso invano di salire a bordo di treni. Altri 1.000 sono ancora accampati intorno alla stazione centrale. Gli esperti delle agenzie Ue Frontex, Easo, Europol ed Eurojust sono gia’ operativi in Sicilia per gestire, assieme ai funzionari italiani, le attivita’ di registrazione dei migranti in arrivo sulle coste italiane per individuare chi ha diritto allo status di profugo, mentre la presidenza lussemburghese del Consiglio Ue ha deciso di convocare una nuova riunione straordinaria dei ministri degli Interni per martedi’ prossimo. (AGI)

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