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Migranti, Europa, welfare: come si sono accordati in Germania per formare il governo

Un “nuovo inizio per l’Europa”, un tetto all’arrivo di richiedenti asilo, il rilancio di investimenti e del welfare: su questi e altre proposte il patto di coalizione per la nascita del nuovo governo tedesco, siglato da Cristiano democratici (Cdu), Cristiano sociali (Csu) e socialdemocratici (Spd) – subirà una “revisione” tra due anni, quando i firmatari faranno il punto su cosa è stato realizzato, e su cosa, intanto, potrebbe cambiare l’agenda.  

La valutazione di medio-termine è stata voluta da martin Schulz, capo della Spd, per far digerire l’intesa ai 460.000 iscritti del partito, chiamati a un referendum che comincerà il prossimo 20 febbraio e si chiuderà il 2 marzo 2018.

Unione europea e Eurozona

L’accordo coalizione per la formazione di un nuovo governo tedesco prevede “la trasformazione del Meccanismo europeo di stabilità in un Fondo monetario europeo”, ma lascia intatto “il diritto del parlamento nazionale” sul tema.

Lo afferma il documento di 177 pagine che Cdu-Csu e Spd hanno siglato al termine di settimane di negoziati e che adesso sarà sottoposto al vaglio di un referendum tra gli iscritti socialdemocratici e di un congresso dei Cristiano-democratici. Oggi tutte le erogazioni del fondo Salva-Stati vanno approvate dal parlamento tedesco. Quanto affermato nel documento, pubblicato da Bild, sembra indicare lo stesso percorso anche per un eventuale Fondo monetario europeo.

La parte del documento dedicata all’Europa, inoltre, indica la necessità di un “nuovo inizio” per l’Ue e indica nell’asse con Parigi la leva per il raggiungimenti di risultati significativi. Germania e Francia sono chiamate a unire “le forze” per una “riforma dell’eurozona tale da rendere l’euro in grado di fronteggiare meglio la crisi globale”. Il ministero delle Finanze, che in Europa ha mostrato il volto del rigore, sarà guidato, se nascerà il nuovo esecutivo, dal sindaco di Amburgo Olaf Scholz, che sarà anche vice cancelliere.

Spesa pubblica

La Germania ha disposizione per i prossimi quattro anni di legislatura circa 45 miliardi di euro. La parti si sono dette d’accordo su una riforma del sistema pensionistico, minacciato dall’invecchiamento rapido della popolazione, e sul finanziamento dei sistemi scolastici nei Land, scommettendo sulla digitalizzazione e sull’istruzione.

La Spd ha ottenuto significative concessioni sul welfare, conquistando anche il ministero della famiglia (oltre a quello delle Finanze, che era stato di Wolfgang Schaeuble. Sarà eliminata gradualmente la “tassa di solidarietà” per i Laender dell’est, introdotta dopo la riunificazione del paese.

Ambiente

Le parti si dicono d’accordo sugli obiettivi di riduzione delle emissioni. sebbene gli esperti ritengano che la Germania non sarà in grado di raggiungerli entro il 2020. Il ministero dell’Ambiente va ai socialdemocratici. – Rifugiati: non è stato fissato un tetto vero e proprio all’arrivo di richiedenti asilo, ma l’intesa riflette le richieste della Csu. Il limite annuale è intorno ai 200.000. A partire da agosto sarà consentito d alcuni rifugiati con un permesso temporaneo di ricongiungersi con le famiglie in territorio tedesco, ma non potranno essere più di 1.000 ogni mese i parenti che potranno arrivare nel paese. I “casi particolari” saranno ulteriormente valutati. la gestione della materia è affidata a Horst Seehofer, capo della Csu, designato alla guida del ministero dell’Interno. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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