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Migranti: il piano Minniti in 5 punti

Da una settimana c’è una tregua negli sbarchi di immigrati dalla Libia. Il timore è che sia una prova di forza da parte delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico e che il flusso possa riprendere in qualunque momento, ancora più imponente, attraverso il Mediterraneo. Per far fronte a questa prospettiva, riporta il Corriere della Sera, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, vuole affrettare i tempi per la rinegoziazione dell’operazione Triton e la creazione di nuove regole per le Ong.


Come funziona Triton

  • Varata nel 2014
  • Prevede che l’Italia si occupi dei migranti anche se giunti su navi straniere
  • Prevede che Malta si occupi solo dei migranti soccorsi nelle proprie acque territoriali
  • Vi partecipano 27 Paesi, inclusi tutti quelli scandinavi più l’Islanda.

Lo stato dell’arte

L’Italia ha chiesto di ridiscutere l’accordo e nella sede di Frontex a Varsavia martedì 11 si incontreranno le delegazioni che partecipano alla missione. Finora tutti i Paesi hanno escluso la possibilità di concedere l’approdo ai propri porti.

l piano Minniti 

Le proposte che il ministro dell’Interno ha intenzione di far arrivare sul tavolo di Varsavia prevede che:

  1. Pianificare in maniera diversa lo schieramento in mare e la distribuzione delle navi nei porti
  2. Evitare che l’attività delle Ong si si trasformi in un corridoio umanitario dalla Libia all’Italia
  3. Monitorare le acque antistanti la Libia
  4. Obbligare i Paesi che finanziano le Ong a occuparsi della successiva accoglienza
  5. Limitare all’Italia le operazioni di fotosegnalamento e schedatura

In sostanza – in base al piano Minniti – se una nave di una Ong finanziata dal governo tedesco raccoglie 100 migranti e li sbarca in un porto italiano, sta all’Italia identificarli e fotografarli, per poi caricarli su un aereo diretto in Germania dove saranno accolti. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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