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Migranti: Italia a Ue, barriere Brennero non necessarie

Roma – L’Italia chiede “con estrema urgenza” alla Commissione Ue di verificare gli annunci dell’Austria di rafforzare le misure di controllo al confine con l’Italia. Per Roma “sotto il profilo della necessità, la decisione dell’Austria di ripristinare i controlli interni con l’Italia non appare suffragata da elementi fattuali”. Lo scrivono i ministri degli Esteri e dell’Interno, Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, in una lettera al Commissario Ue per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos.

“Gentile Commissario – si legge nella lettera di Gentiloni e Alfano ad Avramopoulos – Le scriviamo in relazione alle recenti dichiarazioni del Governo austriaco di attuare a breve misure rafforzate di controllo lungo il confine con l’Italia, tra le quali anche la costruzione di barriere tecniche alla frontiera del Brennero. Le misure annunciate inducono a chiedere con estrema urgenza la verifica da parte della Commissione della loro compatibilita’ con le regole del Codice Frontiere Schengen e con i principi generali di necessita’, proporzionalita’ e leale cooperazione. Innanzitutto, sotto il profilo della necessita’, la decisione dell’Austria di ripristinare i controlli interni con l’Italia non appare suffragata da elementi fattuali. Nella comunicazione del 14 marzo u.s., il Ministro dell’Interno austriaco non offre alcun dato numerico circa il presunto incremento dei flussi migratori (secondari) dall’Italia. In realta’, dal 1° gennaio al 10 aprile 2016, tali movimenti sono stati registrati soprattutto dall’Austria verso l’Italia (2722 cittadini stranieri rintracciati dalla Polizia di frontiera italiana al confine e provenienti dall’Austria a fronte di 179 nello stesso periodo del 2015). Ne sono prova anche le riammissioni tra i due Stati Membri: 674 riammissioni dall’Italia all’Austria a fronte di 179 dall’Austria verso l’Italia. Peraltro, il rapporto settimanale ISAA attesta una significativa riduzione dei flussi anche dal Mediterraneo orientale lungo la rotta balcanica (a seguito dell’Intesa UE-Turchia del 18 marzo u.s. e della chiusura delle frontiere da parte di alcuni Paesi terzi). Quanto alla proporzionalita’, ai sensi del Codice Frontiere Schengen (artt. 23 e 23 bis), i controlli alle frontiere interne possono essere ripristinati come extrema ratio laddove essi rispondano in modo adeguato e proporzionato alla minaccia “grave” all’ordine pubblico o alla sicurezza interna. Lo Stato Membro nel disporre la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne deve anche avere cura di limitare il piu’ possibile l’incidenza e gli effetti negativi sui normali flussi di traffico, sulla libera circolazione dei cittadini e delle merci. Anche rispetto all’obiettivo di prevenire eventuali movimenti secondari la reintroduzione di controlli e/o di barriere tecniche non puo’ in alcun modo essere considerata proporzionata. Peraltro, nella valutazione della proporzionalita’ occorre tenere conto dell’intensa attivita’ di cooperazione in atto tra i due Stati Membri (e trilaterale con la Germania), rafforzata ulteriormente nel 2014 con la firma dell’Accordo di cooperazione di polizia e nel 2015 con la sottoscrizione di ulteriori protocolli tecnici. Essa si traduce tra l’altro in pattugliamenti congiunti ai posti di valico e sulle principali tratte stradali e ferroviarie. Inoltre tra Italia e Austria e’ operativo un accordo di riammissione firmato a Vienna il 7 ottobre 1997, che consente l’immediata riammissione di migranti che siano rintracciati in posizione irregolare in uno dei due Stati Membri entro i dieci chilometri dalla linea di confine comune, laddove se ne accerti la provenienza dall’altro Stato Membro contraente. Tutti gli elementi indicati devono essere adeguatamente presi in considerazione anche al fine di verificare l’autonoma violazione del principio di leale cooperazione (art 4.3 TUE art. 347 TFUE). Un’attenta analisi delle misure annunciate si impone altresi’ con riferimento all’impatto sul settore dei trasporti e sulla libera circolazione delle merci, anche rispetto all’attuazione degli obblighi di cui al regolamento 2679/98. Le saremmo pertanto grati per un cortese, urgente seguito al fine di ripristinare in modo concertato il normale funzionamento dello spazio Schengen, come richiesto dal Consiglio Europeo nelle Conclusioni del 18-19 febbraio scorso, salvaguardando i valori fondamentali dell’Unione”.(AGI) 

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