TwitterFacebookGoogle+

Migranti: leader Ue accantonano divisioni, primi "hotspot entro novembre

(AGI) – Bruxelles, 24 set. – I capi di Stato e di governo Ue, confrontati ancora una volta in un vertice notturno (durato oltre 6 ore) sull’emergenza immigrazione, l’hanno definita “una crisi senza precedenti”, e hanno raggiunto l’obiettivo, dichiarato dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, di affrontarla superando le divisioni che si sono evidenziate nelle ultime settimane. Soprattutto rispetto a quei paesi, Slovacchia Repubblica ceca Ungheria e Romania, che ieri hanno votato contro il meccanismo di redistribuzione di 120 mila profughi da Italia e Grecia. Questa sera i leader hanno fatto “un passo avanti molto significativo” secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha ricordato che l’Europa e’ giunta con tre mesi di ritardo sulla posizione che l’Italia aveva espresso gia’ quando aveva chiesto, e ottenuto, un vertice straordinario in aprile, dopo il nuovo tragico naufragio al largo di Lampedusa. Fra le “misure prioritarie” decise oggi, quella che prevede che, entro il mese di novembre “al piu’ tardi”, saranno realizzati i cosiddetti “hotspot” nei quali le istituzioni e le agenzie assisteranno i paesi in prima linea nell’identificazione, registrazione e raccolta di impronte digitali dei migranti e allo stesso tempo saranno realizzati la redistribuzione e i rimpatri. I leader chiedono anche di “rispondere alle esigenze urgenti dei rifugiati nella regione aiutando l’alto commissario per i rifugiati, il programma mondiale per il cibo e le altre agenzie con almeno un milione aggiuntivo”. Ancora, e’ prevista l’assistenza per il Libano, la Giordania, la Turchia e gli altri paesi alle prese con la crisi dei rifugiati siriani, anche attraverso un “aumento sostanziale” del fondo dedicato . Inoltre, si punta a rafforzare il dialogo con la Turchia, il cui presidente sara’ a Bruxelles il 5 ottobre, ad assistere i paesi dei Balcani occidentali a gestire i flussi di rifugiati, ad aumentare i fondi per affrontare le cause delle migrazioni nei paesi di origine, rafforzare la sorveglianza ai confini, attivare immediatamente le misure per il piano dei rimpatri e aumentare i fondi destinati alle tematiche connesse all’asilo e alle migrazioni. Quanto alla Siria, si insiste perche’ siano aumentati gli sforzi internazionali per trovare una soluzione alla guerra, che “ha costretto 12 milioni di persone a lasciare le loro case”. Su questo si registra l’apertura di Angela Merkel al coinvolgimento “anche” di Bashar “Assad” nelle trattative per porre fine al conflitto. Il prossimo appuntamento per i leader e’ gia’ fissato per il vertice di meta’ ottobre, fra tre settimane. (AGI) .
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.