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Migranti: Massolo, non ci risultano terroristi tra i profughi

(AGI) – Assisi (Perugia), 25 set. – “Noi non abbiamo indicazione di presenza di terroristi jihadisti nei flussi migratori: sappiamo che possono esserci, e talvota ci sono, sul territorio dei paesi di origine, cointeressenze fra coloro i quali organizzano traffici di esseri umani e organizzazioni jihadiste”. Lo ha detto il direttore generale del Dipartimento informazioni sulla sicurezza, Giampiero Massolo, partecipando al ‘Cortile di Francesco’, in corso ad Assisi. “E’ un traffico lucroso, importante dal punto di vista dei numeri – ha proseguito -, personalmente troverei strano se cosi’ non fosse. Anche da questo punto di vista possiamo dire di essere preoccupati, vigili ma non allarmisti”. “Noi siamo abituati a ragionare sul fatto che il monitoraggio delle moschee possa essere un toccasana. Effettivamente, il carattere virtuale della minaccia, la rete e’ in questo momento il centro di radicalizzazione piu’ pericoloso” ha osservato Massolo. “Per esempio – ha spiegato – molti rischiano di radicalizzarsi sul web, quindi di autoradicalizzarsi nel chiuso dei loro appartamenti, avendo contatto con la loro cerchia piu’ stretta, quindi molto difficilmente individuabili”. Qui, secondo Massolo, bisogna distinguere. “Esiste – ha sottolineato – chiaramente tutta un’attivita’ tesa a fare propaganda e lo fanno con mezzi particolarmente efficaci, lo fanno – e mi riferisco a Islamic State o Daesh – in maniera molto piu’ raffinata di quanto facessero in altri tempi. Noi assistiamo a dei prodotti televisivi brillanti rispetto a dei polpettoni di atri tempi, che duravano ore e ore ed erano propaganda invedibile. Poi – ha concluso – c’e’ la radicalizzazione cioe’ l’idea che, come un appassionato di bottiglie di vino antiche va a cercare l’oggetto della propria passione sul sito si documenta, cosi’ chi e’ piu’ facilmente radicalizzabile trova sul sito oggetti, prodotti specifici”. “Noi non riteniamo che ci siano obiettivi piu’ sensibili di altri: indubbiamente e’ oggetto di particolare attenzione cio’ che in qualche modo e’ direttamente collegato con i luoghi di fede, con i luoghi dove si professa la nostra religione, dove si affermano i nostri valori”. “Abbiamo purtroppo a che fare con una galassia terroristica dispersa – ha proseguito -, non necessariamente fatta di gruppi organizzati, talvolta fatta di singoli esaltati o di singoli radicalizzati o di semplici imitatori. Da questo punto di vista e’ la prevenzione che serve, perche’ quando il malintenzionato e’ arrivato al metal-detector e’ gia’ troppo tardi”. Poi Massolo ha reso noto che e’ di 87 il numero aggiornato di ‘foreign fighters’ italiani o collegati all’Italia. “Questo numero – ha precisato – sono le persone che, in qualche modo, o sono partite dall’Italia o risultano essere in scenari di crisi ed aver avuto un collegamento con l’Italia o addirittura, ma e’ una minoranza molto piccola, cittadini italiani vuoi per nascita vuoi per cittadinanza acquisita, che in qualche modo sono potenzialmente collegabili. Da cosa viene il numero? E’ uno dei frutti – ha spiegato – dello scambio del dati e cioe’ delle indicazioni che provengono sia dal nostro rapporto con le forze di polizia, sia dal nostro rapporto con le altre forze di intelligence. Per il resto – ha concluso Massolo – ci si attrezza con il monitoraggio dei dati, con lo scambio dei dati, con tutte quelle modalita’ tecnologiche che ci consentono, diciamolo con chiarezza, di seguire passo passo e di avere un’immagine molto precisa dei flussi che si stanno sviluppando sul territorio”. (AGI)
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