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Migranti: Polonia potrebbe superare sua quota, ma pone condizioni

(AGI) – Varsavia, 21 set. – La Polonia potrebbe anche accogliere piu’ migranti di quanti ne preveda il sistema delle quote messo a punto dalla Commissione Ue, purche’ l’Unione Europea garantisca l’impermeabilita’ complessiva delle frontiere, e la sicurezza dei cittadini comunitari: e’ quanto afferma il ministro degli Esteri polacco, Grzegorz Schetyna, in un articolo sul quotidiano ‘Gazeta Wyborcza’. Nessuna cifra specifica: Varsavia finora si e’ detta disposta a ricevere circa 2mila persone, ma ha rifiutato la quota assegnatale pari a 9.287. “Di fronte alla crisi crescente”, scrive Schetyna, “la Polonia e’ in grado di accettare spontaneamente piu’ rifugiati di quanti non ne prevedano le quote proposte dalla Commissione. Nondimeno”, sottolinea, “e’ necessaria un’azione strutturata ed efficace da parte dell’Unione e dei Paesi membri nel campo della politica dell’asilo e dell’immigrazione”. In particolare, occorre “blindare” i confini comuni, migliorare la collaborazione con gli Stati vicini, “esigere il rispetto degli accordi di estradizione, controlli effettivi alle frontiere e la loro protezione”, creare centri d’accoglienza ove si possa tra l’altro “identificare chi arriva, e separare i rifugiati veri e propri dai migranti economici”, spiega il capo della diplomazia polacca. E ancora, “sarebbe utile stabilire sulla base di criteri chiari una lista condivisa dei Paesi giudicati sicuri”, ed e’ indispensabile stabilizzare quelli di provenienza dei nuovi arrivati: “Non soltanto attraverso le iniziative umanitarie e gli aiuti allo sviluppo, ma altresi’ mediante uno sforzo per spegnere i conflitti, specie in Siria e in Libia”. Un compito, secondo Schetyna, che spetta soprattutto al connazionale Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, e a Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. “Se l’Europa unita non intraprende iniziative coraggiose basate sulla solidarieta’, ma anche sull’attenzione per la sicurezza dei propri cittadini”, conclude, “la crisi in atto non potra’ che accentuarsi”. In un’ottica del genere, avverte, quella delle quote e’ soltanto una “mezza misura”. (AGI)
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