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Migranti, Renzi "basta muri e chiacchiere. Soluzioni radicali"

Trapani – Dalla Sicilia il premier Matteo Renzi torna a parlare di migranti, tema molto dibattuto anche durante il Consiglio euorpeo di Bruxelles del 20 e 21 ottobre. “Chi costruisce un muro, finisce per intrappolarcisi dentro. In Europa son tanto bravi a parlare, ma non si rendono conto del significato di essere in prima linea e che servono soluzioni radicali. Lo sapete bene voi a Trapani, e in Sicilia, la drammaticità della contraddizione di chi, dopo essere stato salvato, come le popolazioni dell’Europa dell’Est, adesso costruiscono nuovi muri, senza muovere un dito verso le tematiche della migrazione. A certe potenze europee che aprono le bocche ma chiudono le porte, mostrerei la vostra civiltà sulla tematica immigrazione, ma certamente non può continuare così”. L’argomento ha scatenato l’ira di alcuni contestatori. 

Renzi, “bene riconoscimento Ue a sforzi sui migranti”

Sulla stessa linea la presidente della Camera Laura Boldrini che ha ribadito gli stessi concetti nel suo intervento all’apertura del Seminario sulle migrazioni e i rifugiati. “Non fermeremo, parlo soprattutto ai colleghi europei, il flusso con i fili spinati. E, se continueremo a farlo, calpesteremo i nostri valori, annullando la nostra identità. Cosa bisogna fare, realisticamente, che vada al cuore della questione? Il flusso diminuirà solo se nei paesi di origine si potrà vivere in sicurezza, senza la paura di morire sotto i bombardamenti o per mano dei terroristi”.

“In quel momento milioni di persone decideranno di non partire più – ha proseguito Laura Boldrini – ma se noi non riusciremo ad avere sicurezza in quei paesi, è legittimo che si parta. Il flusso diminuirà quando in paesi potenzialmente ricchi da cui provengono i migranti vi sarà un vero sviluppo sociale e una maggiore ridistribuzione delle risorse: scuole accessibili a tutti, sanità accessibile a tutti, acqua potabile, servizi, elettricità. Questo è lo sviluppo sostenibile che contribuirebbe a stabilizzare quei paesi”. Quindi, ha aggiunto: “Su questo ci dovremmo concentrare, sulle reali soluzioni ai problemi che abbiamo di fronte. Non sulla deterrenza, senza toccare la causa che è alla base della grande fuga. è sulle reali soluzioni che si gioca il nostro futuro, non solo come Europa, ma anche nei rapporti Nord-Sud del Mediterraneo. E’ su questo che dovremo riuscire a lavorare insieme in modo costruttivo, trovando soluzioni che non dimentichino mai il rispetto dei diritti e il rispetto delle persone. Si perde credibilità se un continente di 500 milioni di abitanti non riesce a dare una risposta condivisa. I nostri amici giordani o libanesi cosa ci dovrebbero dire, quando due piccoli Stati come i loro hanno sul loro territorio più rifugiati di 28 Stati europei?”. Secondo la presidente Boldrini, “è sulle migrazioni che si dovrà ‘fare l’Europa’, ovvero la nuova Europa. 

Intanto i profughi continuano ad arrivare sulle copste italiane. La nave con a bordo 814 migranti (716 uomini, 81 donne, 17 minori), provenienti da vari paesi africani tra cui Senegal, Nigeria, Guinea, Congo e Siria, è arrivata nel Porto di Reggio Calabria. E a Vibo Valentia Marina sono attesi altri 400 profughi di diversa nazionalità che sono stati soccorsi nei giorni scorsi al largo delle coste della Libia. (AGI) 

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