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Migranti, rifugiati, turisti: il bando di Trump spiegato (e smontato) in 11 punti

È il secondo muro di Donald Trump. Dopo quello al confine con il Messico, è scattata la disposizione del presidente americano per tenere lontani dagli Usa potenziali terroristi islamici. L’ordine esecutivo blocca l’accoglienza dei richiedenti asilo di qualsiasi nazionalità per 120 giorni, e  sospende per tre mesi l’accesso al territorio americano per i cittadini di Iraq, Siria, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen, anche se in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il New York Times ha illustrato gli 11 punti principali del provvedimento, annotando e spiegando i molti aspetti che ritiene discutibili.

  • Il riferimento agli attacchi dell’11 settembre

“Il caso dell’11 settembre è emblematico. I controlli che il Dipartimento di Stato sulle domande di rilascio dei visti non furono sufficienti a impedire l’attacco terroristico”.

I 19 dirottatori degli aerei che si schiantarono contro il World Trade Center, il Pentagono e un campo a Shanksville, in Pennsylvania, erano in gran parte dell’ Arabia Saudita. Il resto erano dagli Emirati Arabi Uniti, Egitto e Libano. Nessuno di questi Paesi e’ sulla lista divieto di visto di Mr. Trump.

  • Il richiamo ai principi fondanti degli Stati Uniti

“Al fine di proteggere gli americani, gli Stati membri devono garantire che gli ammessi a questo Paese non adottino atteggiamenti ostili verso di esso e dei suoi principi fondanti”.

Tra i  principi fondanti della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti – annota il New York Times – c’è proprio l’insoddisfazione dei padri fondatori per politiche immigratorie considerate eccessivamente  restrittive.

  • L’obbligo di sostenere la Costituzione americana

“Gli Stati Uniti non possono, e non devono, ammettere quanti non sostengono la Costituzione, o coloro che hanno ideologie violente”.
 
“Non vi è alcun obbligo di legge che imponga ai cittadini entrati negli Stati Uniti di sostenere la Costituzione – spiega il New York Times, citando un giurista – l’ordine esecutivo sembra invece suggerire che anche i visitatori temporanei, come turisti e studenti, debbano sostenere la Costituzione degli Stati Uniti”.

  •  I presupposti giuridici dell’ordine esecutivo

Nel testo si fa riferimento  all’ articolo 212 dell’Immigration Nationality Act (INA) che autorizza il Presidente a vietare l’ingresso nel Paese a un cittadino straniero o  a determinati gruppi di cittadini stranieri.
 
Nessun tribunale ha mai annullato un ordine presidenziale emanato sulla base di questa norma. Tuttavia il professor Peter J. Spiro della Temple University osserva che mai prima di ora era successo che un provvedimento del genere riguardasse milioni di persone.

  • L’ordine è rivolto a 7 Paesi

Nella disposizione Trump ha invocato l’articolo 217 dell’Ina motivando la sospensione dell’ingresso per 90 giorni di cittadini di 7 Paesi come dannosa per gli Stati Uniti
 

I Paesi sono l’Iraq, la Siria, l’Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen.

  • Alcune persone sono esenti

Vengono esclusi dall’ordine i cittadini stranieri che viaggiano coi visti diplomatici, con visti North Atlantic Treaty Organization, C-2  con visti per i viaggi alle Nazioni Unite, e con visti G-1, G-2, G-3 e G-4. Si tratta per lo più di diplomatici e di funzionari dell’Onu e di altre organizzazioni internazionali.
 

  • L’ordine può essere esteso ad altri Paesi 

Il segretario per la Sicurezza interna, in accordo con il Segretario di Stato, potrà in futuro presentare al presidente un elenco di Paesi a cui estendere il provvedimento

  • Lo stop ai rifugiati è generalizzato, non vale solo per i 7 Paesi

Il Segretario di Stato ha sospeso il programma di ammissione degli Stati Uniti per i rifugiati (USRAP) per 120 giorni.
 
Questa disposizione sospende l’accoglienza di tutti i rifugiati, non limitato ai sette Paesi.
 

  • In futuro priorità ai profughi cristiani

Quando riprenderà l‘accoglienza dei richiedenti asilo, Trump ha disposto che venga data priorità alle domande presentate da appartenenti a minoranze religiose perseguitate. Di fatto è un’apertura ai cristiani dei Paesi mediorientali.

  • Siriani sono ‘dannosi’ per gli interessi degli Stati Uniti

Trump ha proclamato  l’ingresso di rifugiati della Siria “dannoso per gli interessi degli Stati Uniti” e lo ha quindi sospeso a tempo indeterminato, fino a quando non saranno state apportate modifiche alle procedure che garantiscano che l’ammissione di rifugiati siriani sia coerente con l’interesse nazionale.

  • Il nuovo tetto agli arrivi di rifugiati

Trump ha stabilito che l’ingresso di più di 50.000 rifugiati nel corso del 2017 sarebbe dannosa per gli interessi degli Stati Uniti, e quindi ha fissato questa cifra come tetto massimo fino a ordine contrario. Sotto Barack Obama il tetto annuo era di 117.000 rifugiati

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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