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Migranti: solo sosta in Alto Adige, poi in viaggio verso nord

(AGI) – Bressanone (Bolzano), 5 set. – Bressanone, la cittadina vescovile dell’Alto Adige ai piedi di montagne ormai semi imbiancate, per i migranti provenienti dall’Africa e’ solo una tappa obbligata nel lungo viaggio verso l’ignoto. Il loro obiettivo e’ raggiungere al piu’ preso prima l’Austria, poi la Baviera ma soprattutto il nord della Germania sognando di approdare nella penisola scandinava. La marcia dei profughi sembra essere inarrestabile. La struttura allestita a Bressanone in poche ore dalla Provincia autonoma dopo l’allarme lanciato dalle autorita’ bavaresi e’ solo un punto di transito. I migranti vengono rifocillati, provano a riposarsi ma il desiderio e’ quello di risalire sul treno e valicare le Alpi. Dell’emergenza umanitaria che ormai sta interessando tutta l’Europa centrale e orientale, l’Unione europea discutera’ lunedi’ 14 con un vertice straordinario ma sull’asse del Brennero il flusso prosegue ormai incessante da quasi un anno con una media di 120-150 persone al giorno. Si tratta di popolazioni in fuga da situazioni disperate come Siria ed Eritrea ma anche afgani, nigeriani, somali e maliani. Quasi tutti arrivano senza documenti e anche per le forze dell’ordine e’ difficile poter identificarli e soprattutto conoscere il loro passato. “In tutto questo periodo tanto si e’ parlato, tanto ci si e’ scandalizzati di fronte a brutture e tragedie ma nulla e’ stato fatto. Ricordiamoci sempre che l’Italia e’ la nazione piu’ esposta di tutte e il problema maggiore non e’ adesso bensi’ quando i profughi si stanzieranno in un luogo. Dal quel momento inizieranno seri problemi sociali”. A parlarne con l’Agi e’ Mario Deriu, segretario generale provinciale del Sindacato unitario lavoratori di polizia (Siulp) in Alto Adige che da ormai un anno si occupa dell’arrivo degli immigrati. “La volonta’ politica di contenere il flusso verso l’Austria non ha prodotto risultati. L’emergenza e’ anche l’incapacita’ della politica internazionale e di riflesso nazionale nell’affrontare il problema – prosegue Deriu -. Tra quale giorno saranno riconfermate le scorte trilaterali sui treni (formate da un poliziotto italiano, da uno austriaco e da un tedesco, ndr) ma sono inutili. La Polfer in Alto Adige e’ esclusivamente impegnata in questo servizio senza preoccuparsi del compito istituzionale a favore della popolazione. Il cittadino in divisa ha capito il fallimento della politica rispetto al fenomeno”. .
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